La “Carta Pedo-geochimica della Pianura emiliano-romagnola del Cromo in scala 1:250.000” rappresenta la distribuzione areale del contenuto naturale di Cromo nel subsoil (90-140 cm di profondità, 60-80 nei suoli con ghiaie) nei suoli ad uso agricolo.
Il contenuto di fondo naturale dei metalli nei suoli è regolato principalmente da tre fattori: 1) la provenienza del sedimento in cui si è impostato il suolo, 2) la tessitura, 3) il grado evolutivo. Per quanto riguarda il Cromo, nei suoli meno evoluti, il fattore dominante è la provenienza, in relazione alla presenza di rocce ricche in Cr e Ni (ofioliti), che affiorano nelle Alpi Occidentali e in alcuni bacini idrografici dell’Appennino. Nei suoli ad elevato grado evolutivo del margine appenninico il “segnale” della provenienza si perde e il contenuto di Cromo è omogeneo indipendentemente dal bacino.
I valori di concentrazione sono ottenuti con il metodo analitico XRF (Spettrometria per Fluorescenza a raggi X) al fine di determinare il contenuto totale. Per questo metallo l’attacco con acqua regia e lettura ICP-MS determina valori inferiori, con una percentuale variabile in relazione alle caratteristiche fisico-chimiche della matrice. Una media sul set di dati utilizzati per la carta segnala uno scarto del 40% circa. Ad esempio 100 mg/kg di Cromo determinati con l’attacco in acqua regia corrispondono a 140 mg/kg totali di concentrazione.