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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Parola

Comune:
FONTANELLATO (PR)
Località:
Parola
Toponimo:
Condizione:
Nulla (traccia storica)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Approssimata
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

1227

I Borghigiani costruiscono il castello di Parola.

1227

Torello da Strada, podestà di Parma, fa erigere il baluardo di Parola.

Passerà poi ai Pallavicino.

1227

Torello da Strada, podestà di Parma, inizia la costruzione del castello di Parola di qua dal torrente Parola per contrastare i Borghigiani. Il castello non viene però terminato e Borgo San Donnino si sottomette alla città.

1227

Torello da Strada, podestà di Parma, fa costruire il castello di Parola ma lo lascia incompiuto.

1249

L'imperatore Federico II investe il marchese Oberto Pallavicino del castello di Parola.

maggio 1249

L'imperatore Federico II investe il marchese Oberto Pallavicino dei diritti sul castello.

1267

Durante una scorreria le milizie parmigiane espugnano il castello di Parola e lo mettono a ferro e fuoco.

31 luglio 1267

I Parmigiani tolgono il castello al marchese Oberto Pallavicino, ma al prezzo della vita del capitano Ubertino da Casalecchio e di molti altri.

1268

Soldati parmigiani, alleati dei Piacentini, in lotta con Oberto Pallavicino attaccano Borgo San Donnino, dopo aver attaccato il castello di sbarramento di Parola.

agosto 1297

Il comune di Parma, dopo la guerra contro Bologna, Ferrara e Reggio Emilia, stabilisce che il castello, ormai smantellato, debba rimanere tale, che non vi si possa abitare o costruire edifici.

1325

Fatto ricostruire dalla famiglia Pallavicino, il castello di Parola subisce l'assalto delle truppe di Rolando Rossi che lo danno nuovamente alle fiamme.

1325

Manfredo Pallavicino signoreggia il castello di Santa Maria cioè la "Castellina" che viene distrutto dalle truppe del comune di Parma e della famiglia Rossi, i quali gli tolgono ed incendiano anche il castello di Parola ed altri luoghi.

15 giugno 1325

Rolando Rossi, avuto dal legato pontificio l'assenso per assediare Borgo San Donnino, volge prima verso il castello di Parola e lo fa bruciare.

20 maggio 1348

Donnino Pallavicino riceve dalla divisione testamentaria del padre Manfredino i castelli di Ravarano, Casola, Monte Palerio, San Ilario Baganza, Cella (Cellula), Parola, e Zibello.

12 marzo 1395

L'imperatore Venceslao restituisce il castello di Parola a Niccolò Pallavicino, signore di Busseto.

12 marzo 1395

L'imperatore Venceslao conferma a Niccolò Pallavicino i privilegi sui castelli di Busseto, Borgo San Donnino, Solignano, Ravarano, Monte Palerio, Tabiano, Bargone, Serravalle, Pietra Mogolana, Parola, Castelvecchio di Soragna (Castellina) e Soragna.

12 marzo 1395

L'imperatore Venceslao conferma l'investitura del castello di Parola a Nicolò Pallavicino.

1832

Nei campi denominati "Basse di Parola" sono ancora visibili le prominenze che identificano le mura e le fosse del castel Torello. Il luogo viene nominato anche dall'Ariosto.