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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Castello Torrechiara

Comune:
LANGHIRANO (PR)
Località:
Castello di Torrechiara
Toponimo:
Condizione:
Buona (integro)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

Prima metà del XIII secolo

Esiste già un castello a Torrechiara che appartiene alla famiglia Sforza, ramo dei Fieschi.

1259

Il podestà di Parma decreta la demolizione del fortilizio di Torrechiara.

Ordinanze successive vietano la riedificazione del fortilizio di Torrechiara.

1267

Il comune di Parma ordina la distruzione del castello di Torrechiara, ribellatosi alla sua potestà: di lì a poco gli Scorza lo faranno riedificare.

1267

Il comune di Parma ordina che nessuno possa abitare il castello di Torrechiara e riedificare le sue fortificazioni distrutte.

1267

Il comune di Parma ordina che nessuno possa abitare il castello di Torrechiara ed osi riedificare le sue fortificazioni distrutte.

1293

Per vendicare un'ingiuria fatta da Egidiolo Sforza ad un certo Carretto, il castello di Torrechiara è distrutto.

1293

Il podestà di Parma assale, con un pretesto, la bastìa di Torrechiara fatta costruire dalla famiglia Scorza: riesce a toglierla ad Egidiolo Scorza ed a distruggerla.

1293

La famiglia Fieschi, per vendicare un'offesa fatta da Egidiolo Scorza ad un certo Carretto, fanno distruggere il castello di Torrechiara.

marzo 1293

Marco Giustiniani, podestà di Parma, assale la "domum" di Egidiolo Scorza a Torrechiara e la distrugge.

1297

Il castello di Torrechiara viene distrutto su ordine del comune di Parma per aver dato accoglienza ai fuoriusciti cittadini ghibellini.

1297

Negli statuti di Parma viene ribadito il divieto di ricostruire la rocca di Torrechiara.

agosto 1297

Il comune di Parma, dopo la guerra contro Bologna, Ferrara e Reggio Emilia, stabilisce che il castello di Torrechiara, ormai smantellato, debba rimanere tale, che non vi si possa abitare o costruire edifici.

1308

Cacciati dalla città, le famiglie Lupi e Rossi si rifugiano nel castello di Torrechiara accolti da Giglio Scorza e dai suoi figli Rolandino e Cabrino.

1308

Gli armati di Lupo, Bonifacio, Rolando dei Lupi di Soragna, insieme a quelli di Ugolino e Guglielmo Rossi, durante la lotta contro Giberto da Correggio signore di Parma, attaccano la rocca e la incendiano.

1308

Il castello di Torrechiara è rifugio per le famiglie Lupi di Soragna e Rossi cacciati da Parma da Giberto da Correggio, che occupa quel castello a nome del comune di Parma.

1308

Il castello di Torrechiara è rifugio per le famiglie Lupi di Soragna e Rossi, cacciati da Parma da Giberto da Correggio: questi assedia il castello.

1308

Giberto da Correggio caccia dalla città di Parma Bonifacio, Rolando e Lupo dei Lupi, marchesi di Soragna, e dalcuni dei Rossi che vengono accolti nel castello da Rolando Giglio e Gabrietto Scorza.

settembre 1308

L'esercito parmigiano giunge alla rocca di Torrechiara e sferra l'attacco agli occupanti: dopo un assedio molto lungo, Rolandino Scorza ed i soldati parmigiani hanno la meglio e possono ritornare in città.

settembre 1308

Le milizie del comune di Parma assediano il castello di Torrechiara dove si sono rifugiati gli Scorza, i Lupi ed i Rossi: gli Scorza si arrendono a condizione, i Lupi e i Rossi riescono a fuggire.

ottobre 1308

Giberto da Correggio assedia il castello di Torrechiara con molte milizie e riesce a occuparlo.