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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Roccalanzona

Comune:
MEDESANO (PR)
Località:
Castello di Roccalanzona
Toponimo:
Condizione:
Scarsa (rudere)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

1028

Tra i beni della nobile Ildegarda è citato la "Roccha Petraluizoni cum portione castro et capella seu turri".

1028

A Roccalanzona viene citato il castello: "In locas et fundas Rocha Petraluizoni cum portione castro et Capella seu tutti ibi habente".

1418

Muore Jacopo Rossi, vescovo di Verona e arcivescovo di Napoli e, nel suo testamento, lascia cento lire di marchesani a Pallavicino ed a Guido Vinciguerra da Varano perché vendano ai suoi eredi ogni diritto sul castello.

7 maggio 1448

Il congiurato Stefano Tempestino è condannato alla multa di mille lire ed a non rimanere a Parma più di otto giorni, trascorsi i quali viene portato al castello di Roccalanzona.

1464

Nel testamento di Pier Maria Rossi il castello di Roccalanzona viene lasciato indiviso tra gli eredi Bertrando e Guido.

In seguito andrà a Bertrando.

1464

Pier Maria Rossi lascia nel testamento a Bernardo i castelli di Castrignano, Beduzzo, Pugnetolo, Corniglio, Roccaprebalza, Corniana Antesica e Bosco, a Guido quelli di Felino, San Secondo, Bardone, Neviano Rossi, Carona, Miano, Segalara, Roccalanzona e Sant'Andrea, oltre a quello di Taro.

1479

I figli di Niccolò Pallavicino, per conto di Ludovico il Moro signore di Milano, tentano di conquistare il castello di Roccalanzona che però resiste.

1482

Sforza II, comandante delle truppe ducali, dopo aver conquistato i castelli di Sant'Andrea e di Carona, muove a bombardare il castello di Roccalanzona, ma è costretto al al ritiro.

1482

Dopo la morte di Pier Maria Rossi, il castello di Roccalanzona passa al figlio Bertrando che riesce a conservarlo nonostante gli attacchi di Sforza II.

1 maggio 1482

Sforza II conduce tutto l'esercito sotto Rocca Leona dopo la conquista di Carona, ma è respinto dai difensori e dà fuoco ad alcune case.

1483

Alla morte di Pier Maria Rossi, Roccalanzona non si sottomette a Parma ma si pone all'obbedienza di Bertrando.

Prima metà del XVII secolo

Il castello di Roccalanzona passa dalle mani di Troilo Rossi a quelle di Scipione Rossi.

Lo cederà alla camera ducale di Parma.

1666

Scipione Rossi vende il castello di Roccalanzona alla camera ducale di Parma.

Il castello di Roccalanzona è cadente e rovinato nella parte interna.

14 giugno 1804

Del castello di Roccalanzona, chiamato nei documenti "Arx Leonum", rimangono poche vestigia.

1832

Nella fonte si legge che l'antico e "diruto castello è ancora visibile sulla costa alla destra del Dordone. Era feudo degli Ercolani e poi dei Sinigaglia".

1856

Il castello di Roccalanzona secondo la fonte è "ormai rovinato, sulla sommità della costa sinistra del torrente Dordone. La parrocchia risedette un tempo nel castello, ed ora giace fra due colli alla sinistra del mentovato torrente".