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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Castello Dinazzano

Comune:
CASALGRANDE (RE)
Località:
Castello di Dinazzano
Toponimo:
Condizione:
Discreta (parzialmente integro)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

XII secolo

Il castello di Dinazzano è tra i possessi della famiglia da Magreta.

XII secolo

Il castello di Dinazzano risulta appartenere in coproprietà alla famiglia Montemagno, possessori di un terzo, ed ai Signori di Magreta e Sassuolo, che ne detengono gli altri due terzi.

La più antica documentazione su Dinazzano risale all'anno 980, quando risulta appartenere al contado di Parma.

1180

La famiglia Montemagno, signori di Magreta, cede la terza parte del castello di Dinazzano al comune di Reggio Emilia in cambio del possesso di due mulini situati in città.

I Montemagno si impegnano a difendere il castello di Dinazzano insieme al beneficio delle acque del canale di Secchia che portava acqua alla città di Reggio Emilia.

1180

Il castello di Dinazzano appartiene per un terzo al comune di Reggio Emilia, “cioè castello con la torre”.

1180

Agnese, moglie di Ugo da Montemagno, insieme con Cacciaguerra e Guido suoi figli, anche a nome del marito cede alla città di Reggio Emilia la sua parte del castello di Dinazzano, pari ad un terzo, affinchè il comune possa fortificarlo a suo piacimento.

L'autore sottolinea che le altre due parti del castello di Dinazzano appartenevano ai signori di Magreta e Sassuolo.

1180

La famiglia Montemagno cede al loro parte di proprietà del castello di Dinazzano al comune di Reggio Emilia perché provveda alle opere di fortificazione necessarie.

1180

Agnese, moglie di Ugo da Montemagno, insieme a Cacciaguerra e Guido suoi figli e per conto del marito, vende al comune di Reggio Emilia la terza parte in suo possesso del castello di Dinazzano insieme alla torre ed alla casa presso di quella.

1180

I signori di Montemagno, proprietari di un terzo del castello di Dinazzano, vendono la loro parte al comune di Reggio Emilia per far fortificare la rocca e per difendere l'acqua del canale di Secchia in favore dei cittadini reggiani.

1180

Il castello di Dinazzano viene ceduto al comune di Reggio Emilia.

1180

Il comune di Reggio Emilia acquista la terza parte del castello di Dinazzano.

Il podestà di Reggio Emilia viene insignito "della porta del castello, della torre, della casa presso la torre e delle campane della Chiesa del castello medesimo".

22 giugno 1180

Alberto da Baiso, podestà di Reggio Emilia, insime ai consoli Vaccaio, Enrico degli Spillimani ed Ariberto dei Giucci, intendono avere dalla famiglia da Magreta un terzo del castello di Dinazzano.

Per questo acquisto, le autorità del comune di Reggio Emilia si impegnano a dare alla famiglia da Magreta due mulini funzionanti con l'acqua del fiume Secchia, uno in città e l'altro a Pratofontana, più la cittadinanza reggiana ed un' abitazione appartenente al vescovo di Reggio Emilia, al quale andavano 40 lire imperiali annue di affitto.

22 giugno 1180

Agnese, moglie di Ugo da Montemagno, promette di cedere la terza parte del castello di Dinazzano al comune di Reggio Emilia insieme ad una casa ed alla torre.

28 giugno 1180

Nella fonte si legge: "Agnese, moglie di Ugo da Montemagno, col consenso dei figli, cede al comune di Reggio la sua parte, cioè la terza, del castello di Dinazzano, con la torre e la casa presso di questa. Prende insieme la cittadinanza reggiana".

1 luglio 1180

Agnese, moglie di Ugo da Montemagno, cede la terza parte del castello di Dinazzano al comune di Reggio Emilia.

30 novembre 1185

Giliolo da Magreta dà in pegno al comune di Reggio Emilia tutto ciò che possiede nel castello di Dinazzano in cambio di 20 libre di monete imperiali.

Dal 30 novembre 1185 al 20 dicembre 1185

Giliolo, poi Raimondino e Giannello da Magreta impegnano le loro proprietà "in castro Dinazani et eius curte" ed a Fellegara come garanzia di un prestito loro concesso dal comune di Reggio.

20 dicembre 1185

Raimondino e Janello da Magreta stipulano un'obbligazione con il comune di Reggio Emilia sui beni che possiedono nella corte e nel castello di Dinazzano.

1200

Il castello di Dinazzano risulta essere in mano alla famiglia della Rosa.

7 settembre 1215

Papa Innocenzo III, con l'appoggio dell'imperatore Federico II, investe Torello Salinguerra di tutti i beni appartenuti un tempo alla contessa Matilde di Canossa, compreso il castello di Dinazzano.

15 dicembre 1217

Manfredino e Tommasino della Rosa, non più detti "da Magreta", rinnovano i patti con il comune di Reggio Emilia riguardo al castello di Dinazzano.