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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Castello Salvaterra

Comune:
CASALGRANDE (RE)
Località:
Salvaterra
Toponimo:
Condizione:
Discreta (parzialmente integro)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

Dal XII secolo al XIII secolo

L'origine del nucleo fortificato può farsi risalire tra la fine del sec. XII e gli inizi del sec. XIII.

Inizio del XIII secolo

Prime memorie del castello e della villa di Salvaterra che risultano essere sotto il dominio del comune di Reggio Emilia.

L'autore precisa che: "Né si lasciava quel Comune sfuggire occasione di farvi acquisti anche in terreni, specialmente nella cerchia del Castello, negli spaldi e fosse ed intorno ad essi".

1204

Citazione del castello di Salvaterra insieme alle case della villa ed al canale di Monticello su cui si ha notizia dell'esistenza di tre mulini.

1204

L'area del castello di Salvaterra è calcolabile attraverso la somma degli spazi abitati in esso compresi ed è di poco inferiore ai due ettari.

1 giugno 1204

Salvaterra ha la conformazione di un grosso villaggio fortificato e, circondato da fossati e terrapieni, contiene un centinaio di case schierate lungo una via principale e due secondarie.

giugno 1204

Nella fonte si legge: "Estimo delle case di Salvaterra, con indicazione del canone da pagare al comune di Reggio per ogni tavola di terreno".

14 ottobre 1204

Alberto da Russolo ed altri vendono al comune di Reggio Emilia tutta la terra da essi posseduta "in castro Salvaterre".

Dal 14 ottobre 1204 al 2 novembre 1204

Vendite di terreni a Salvaterra: ne è destinatario il comune di Reggio Emilia. Il primo dei tre atti è rogato nel castello.

Il secondo degli atti riguarda "totam illam terram quam habebant et tenebant intus castri Salvaterre et in spaldis et foveis, et totam illam que continetur a circa castri de foris infra et que ponetur ulterius in axamplamento fovearum".

10 dicembre 1204

Il nunzio del comune di Reggio Emilia riceve nel castello di Salvaterra dai concessionari la quarta parte del reddito di tre mulini.

Un duplicato del documento è menzionato a pag. 276.

29 dicembre 1205

Gli "stimatori del comune di Reggio, per mandato del podestà, stimano il prezzo di alcuni terreni in Salvaterra da pagarsi dal comune stesso ad alcuni proprietari".

30 dicembre 1205

Nella fonte si legge: "I detti stimatori procedono alla stima del prezzo dei terreni in Salvaterra, da pagarsi dal comune ad altri proprietari".

1206

L'imperatore Ottone IV di Brunswick, mentre si reca a Roma per ricevere l'incoronazione papale, viene ospitato da Guido Fogliani nel castello di Salvaterra.

1209

Il castello di Salvaterra ospita l'imperatore Ottone IV di Bruswick in viaggio per Roma.

1209

L'imperatore Ottone IV di Brunswick soggiorna nel castello di Salvaterra mentre è diretto a Roma per la sua incoronazione.

1209

Menzione dell'esistenza del castello di Salvaterra nel "Memoriale Podestatum" del comune di Reggio Emilia.

1209

L'imperatore Ottone IV di Brunswick è ospite al castello di Salvaterra.

del XIII secolo

Tra i beni del comune di Reggio Emilia "da vendere, dare in locazione o porre all'incanto" figurano "casamenta omnia in castro de Salvaterra et totum castrum et fita casamentorum".

1265

Statuti di Reggio Emilia, libro IV, rubrica XVI: "Quod potestas teneatur ire Herberiam Salvaterram et Dinazanum cum magistris et aliis quatuor sapientibus ad videndum castra intus et foris et turres".

1265

Statuti di Reggio Emilia, libro IV, rubrica XVI: "Quod potestas teneatur ire Herberiam Salvaterram et Dinazanum cum magistris et aliis quatuor sapientibus ad videndum castra intus et foris et turres".

Il podestà di Reggio è tenuto a recarsi presso il castello di Salvaterra "et postea teneatur quicquid super hiis invenerit faciendum reducere ad conscilium super hiis, et quicquid placuerit conscilio vel maiori parti attendat et observet hinc ad Sanctum Michaelem". Un' aggiunta, che prolunga il capitolo al 1° agosto, precisa che il podestà e i sapienti dovranno portare con sé "instrumenta omnia que tenentur de predictis locis et castris, et de emptionibus factis in dictis locis pro comune Regii, et ius comune: que continetur in dictis locis recuperentur".

1266

Statuti di Reggio Emilia, libro I, rubrica LXV: "Quod potestas teneatur ire Herberiam, Salvaterram et Dinaçanum cum magistris et aliis quatuor sapientibus ad videndum castra intus et foris et turres".