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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Castel de' Britti

Comune:
SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
Località:
Castel dei Britti
Toponimo:
Condizione:
Scarsa (rudere)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

776

Il duca di Persiceto Giovanni e sua sorella Orsa donano al monastero di San Silvestro di Nonantola vari beni fra cui "massaricias quinque prope castro Gissaro quod dicitur Britu".

776

Il duca Giovanni, figlio di Orso duca di Persiceta, dona al monastero di San Silvestro di Nonantola cinque "massaricias nella corte del castrum Gissaro quod dicitur Britu".

776

Il duca di Persiceto Giovanni e sua sorella Orsa donano all'abbazia di San Silvestro di Nonantola cinque "massaricias presso il castro Gissaro quod dicitur Britu".

776

Giovanni, duca di Persiceta, e la sorella Orsa, figli del duca Orso, donano al monastero di San Silvestro di Nonantola, fra l'altro, cinque "massaricias prope castro Gissaro, quod dicitur Britu".

776

Giovanni duca e la sorella Orsa cedono all'abbazia di San Silvestro di Nonantola vari beni, fra cui cinque "massaricias presso il castro Gissaro quod dicitur Britu".

776

Giovanni, duca di Persiceta, e la sorella Orsa, figli del duca Orso, donano al monastero di San Silvestro di Nonantola, fra l'altro, cinque massaricias "prope castro Gissaro, quod dicitur Britu", ma non è Castel de'Britti.

6 marzo 776

Giovanni "illustris dux "e sua sorella Orsa "ancilla Christi", figli di Orso "bone memorie", donano al monastero di San Silvestro di Nonantola una parte dei loro beni, fra cui "massaricias quinque prope castro Gissaro quod dicitur Britu".

789

Viene confermata la donazione al monastero di San Silvestro di Nonantola di cinque "massaricias prope castro Gissaro quod dicitur Britu".

789

Orso monaco, figlio del duca Giovanni, conferma la donazione del padre e concede altri beni: confermate le cinque "massaricias prope castro Gissaro quod dicitur Britu".

1071

L'abbazia di Santo Stefano di Bologna concede in enfiteusi terreni presso il Savena. Roga Giovanni, notaio di Castel de'Britti.

1 aprile 1071

Castel de'Britti è luogo dove è rogato l'atto di enfiteusi di una terra lavorativa con vigna nel luogo Vezano presso il Savena da parte del monastero di Santo Stefano di Bologna.

13 maggio 1072

L'abbazia di Santo Stefano di Bologna concede in enfiteusi a varie persone terreni presso San Rufillo. Roga Giovanni, notaio di Castel de'Britti.

22 ottobre 1087

Ugo del fu Ugo concede in enfiteusi a Baldulo del fu Teuzo due terre arative ed una terra incolta poste "in curte de castro qui vocatur de li Bripti".

22 ottobre 1088

"In castro Miseraciano" è rogato un atto di enfiteusi fra privati di terre "in curte de castro qui vocatur de li Bripti".

1137

Castel de'Britti viene espugnato dopo un breve assedio e distrutto dalle milizie dell'imperatore Lotario III.

1137

L'imperatore Lotario III scende nella pianura padana ed assedia e saccheggia Castel de'Britti.

1175

Castel de'Britti è uno dei luoghi verso cui si rivolge in armi l'arcivescovo Cristiano di Magonza, cancelliere dell'imperatore Federico I Barbarossa.

1175

Il cancelliere dell'imperatore Federico I Barbarossa, l'arcivescovo Cristiano di Magonza, devasta il contado bolognese, fra cui de'Britti.

1175

Cristiano, capitano dell'imperatore Federico I Barbarossa, saccheggia e porta rovina alla torre di Vedrana, Ozzano, Castel dei Britti e Pizzocalvo.

1 marzo 1175

Le truppe dell'arcivescovo Cristiano di Magonza, cancelliere dell'imperatore Federico I Barbarossa, bruciano Castel de'Britti insieme agli uomini di Medicina.