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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Bagnacavallo

Comune:
BAGNACAVALLO (RA)
Località:
Bagnacavallo
Toponimo:
Condizione:
Discreta (parzialmente integro)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

1278

Bertoldo Orsini prese Bagnacavallo al Malvicino e lo consegna a Bonifacio de' Fieschi, arcivescovo di Ravenna.

Tutto questo paragrafo manca in Malpeli 1806. Cfr. Coleti 1772, pag. 3; Balduzzi, Dei Conti, pagg. 387-388, che a quell'anno datano una lettera del papa Nicolò III ai Bagnacavallesi.

11 luglio 1278

Bagnacavallo è soggetto all Santa Sede.

A suffragio della notizia, l'autore cita una lettera di papa Niccolò III indirizzata ai Bagnacavallesi.

23 settembre 1281

In una carta del 23 settembre 1281 il conte Bernardino di Cunio figura come podestà di Bagnacavallo.

Documento originale conservato presso l'archivio comunale di Bagnacavallo: trattasi di una riforma che egli fa del Consiglio di Credenza, in base alla quale è dato incarico a frate Almerico de' Casella, e a un Notaio di nominare otto cittadini prdenti, i quali dovevano eleggere poi il Potestà per il semestre successivo. L'atto, dice il Balduzzi, è seguito da un altro dello stesso giorno, che riporta la nomina di quei prudenti, fra i quali vi è un tale Ugolino di Cunio, forse il figlio di Bernardino; e poi da un terzo ad elezione eseguita, la quale riuscì nella persona del Conte Bernardino medesimo.

13 marzo 1290

Convenzione sopra i confini tra Ravenna e "Bagnacavallo".

Non si fa alcuna menzione al castello.

1294

Con il consenso del consiglio di credenza il conte Rainerio [di Cunio] nomina sei cittadini quali elettori del futuro podestà: fra loro "mette" un tale Bamboccio da Cunio, "che possiamo supporre a lui bene affetto".

Balduzzi narra che invece di confermare Rainerio, o nominare qualcun'altro della sua famiglia, gli elettori elessero Guglielmo da Buclano fratello di Pietro da Buclano Rettore della Provincia di Romagna per la Santa Sede.

1296

Il conte Malvicino espugna Bagnacavallo.

A suffragio della notizia, l'autore cita una carta del 1330 in cui si legge: "Bagnacavallum est quoddam Castrum, quod a XXX annis supra, vel circa secundum famam, et memoriam hominum rectum fuit per Ghibellinos, qui dicebantur Comites de Bagnacavallo, quorum ultimus dictus est Malvisinum, ? Item sciendum est quod iste Malvisinum fuit Ecclesie Romane rebellis, et bona ejus confischata Romane Ecclesie a quadraginta annis citra, vel circa.".

XIV secolo

Prime attestazioni dello steccato del comune di Bagnacavalo, la cui riparazione spettava agli stessi cittadini avendone ciscuno una determinata parte.

A suffragio della notizia, l'autore cita un atto dell'archivio comunale di Bagnacavallo, Manoscritto Botti, t. II, lettera B, datato 27 aprile 1315, nel quale si legge di parecchi cittadini multati per non aver riparato o fatto riparare "le parti loro contingenti dello steccato, secondo i bandi e i precetti del Vicario".

luglio 1307

Federico da Montefeltro, capitano del popolo di Forlì, e Fulcherio Calboli, capitano del popolo di Bologna, "coeperunt Bagnacavalli Oppidum".

1308

Il castello diviene soggetto alla Santa Sede per opera di Bernardino di Cunio.

1308

Nel 1308 il castello di Bagnacavallo diviene soggetto alla Santa Sede.

1308

Il consiglio cittadino decise di "provvedere di capitani e buone guardie" i castelli che possedeva il comune di Bologna: nel castello di Bagnacavallo sono inviati un capitano e dieci soldati.

Notizia priva di riferimenti documentari.

1308

Manfredi, con altri guelfi fuorusciti di Faenza e Forlì, sorprende Bagnacavallo custodito dai conti di Romena, e lo occupa con le sue truppe.

Non si fa alcuna menzione al castello.

1308

Nella fonte si legge: "Cunii Comes, Franciscus Manfredus, et filius Guidonis Raulis, Faventini, quasi furtim comitibus et Romena, et sociis, Bagnacavallum ademerant, occupabantque".

Non si fa alcuna menzione al castello.

1308

Federico da Montefeltro, con l'aiuto di Fulcherio Calboli, occupa Bagnacavallo, scacciandone e ghibellini e presidiandolo con soldati Bolognesi.

1308

Il conte Bernardino di Cunio, dopo aver saccheggiato il territorio di Bagnacavallo, cinge d'assedio il castello di Bagnacavallo: dopo qualche contrasto, Bernardino ed i suoi occupano il castello, scacciandone i ghibellini e presidiandolo con le milizie di Bologna.

A suffragio della notizia, l'autore cita Chiaramonti. Cfr. Bonoli 1661, pag. 128; Tonduzzi 1675, pag. 372.

20 giugno 1308

Nella fonte si legge: "Comes de Chamino co magna comitativa ivit ad chastrum Bagnacavalli, quod potenter et viriliter ocupavit cum asemsu aliquorum instrensecorum, salvo quam fortilicia que fecit fieri Malvicinus de Bagnacavallo in angullo dicti chastri versus Favenciam".

24 luglio 1308

Rainerio di Cunio si impossessa di Bagnacavallo proclamandosi difensore di quella terra.

24 luglio 1308

Rainerio di Cunio, "dopo piccolo assedio e piccola resistenza", occupa Bagnacavallo proclamandosi suo difensore.

A suffragio della notizia, l'autore cita la carta del 1330 in cui si legge: "Item sciendum est illis diebs parte Guelfa convalescente Comites de Cunio tunc de partibus expulsi intraverunt Bagnacavallum, ?, quas terras occuparunt fratres Domini Bernardini de Cunio, Raynerius videlicet Bagnacavallum, ...": la carta attesta come a questa data la dominazione dei Conti di Cunio su Bagnacavallo sia cosa certa.

1310

In una carta del 1310 il conte Alberico di Cunio figura come podestà di Bagnacavallo.

Documento originale conservato presso l'archivio comunale di Bagnacavallo.

1311

A Rainerio succede come potestà di Bagnacavallo Bernardino, il quale vi fa costruire una rocca e ne fa castellano suo figlio Marco.

Galleria fotografica dell'archivio storico di Gianfranco Fontana