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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Cotignola

Comune:
COTIGNOLA (RA)
Località:
Cotignola
Toponimo:
Condizione:
Buona (integro)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Sicura
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

18 maggio 1004

Attestazione del toponimo: Gerardo e Rotari, sua moglie, rivevono a livello da Geppa, badessa del monastero di Sant'Andrea Maggiore di Ravenna, una longaria di terra sita in "fundo qui vocatur Mazafreni".

Non si fa alcuna menzione del castello.

1177

Prima attestazione del luogo di Cotignola.

22 luglio 1177

Papa Alessandro III conferma al monastero di Sant' Andrea Maggiore di Ravenna alcuni possessi, tra cui anche "Mazafrina que nunc dicitur Gudignola".

Non si fa alcuna menzione al castello.

1217

Il castello di Cotignola viene fatto fortificare dal governo di Faenza con una rocca.

1217

Prima attestazione del castello di Cotignola.

Cfr. Tolosano, pag. 131.

1217

Il castello di Cotignola viene fatto fortificare dal governo di Faenza.

Cfr. Tolosano, pag. 131.

1217

Il governo di Faenza fa fortificare, fra gli altri luoghi, anche "Cotignola".

1217

Nella fonte si legge: "Faventini..munierunt itaque..subtus stratam: ..Chuthignolam ...".

1217

Il governo di Faenza fa fortificare "certi luoghi più opportuni", tra cui anche "Cotignola".

Riprende alla lettera Tolosano.

1243

L'imperatore Federico II conferma il possesso del castello di Cotignola a Guido Malabocca.

Cfr. Huillard-Brèholles, VI 1, pag. 139 per diploma federiciano.

novembre 1243

L'imperatore Federico II conferma a "Guidoni Malaboccae" diversi possedimenti, fra cui anche "Cotignola".

Non si fa alcuna menzione al castello.

novembre 1243

Il Bonoli narra che in quell'anno Cotignola veniva data da re Manfredi a Guido Malabocca, conte di Bagnacavallo.

Cfr. Bonoli 1734, pag. 14, dove però si nimina Federico II Imperatore al posto di Re Enzo; Huillard-Brèholles, VI 1, pag. 139 per diploma federiciano.

1245

Il castello di Cotignola diviene soggetto all'imperatore Federico II, il quale dopo tre anni lo dona alla famiglia Malvicini.

Notizia errata: cfr. Cfr. Bonoli 1734, pag. 14; Houillard-Brèholles, pag. VI 1, 139.

1245

Il castello di Cotignola viene ceduto dal governo di Faenza ad un certo Malabocca, che allora diviene conte di Cotignola.

Notizia errata: cfr. Cfr. Bonoli 1734, pag. 14; Houillard-Brèholles, pag. VI 1, 139.

1248

Il castello di Cotignola diviene soggetto alla Santa Sede, avendolo sottomesso il cardinale Ottaviano Ubaldini.

Notizia priva di riferimenti documentari.

1248

Il castello di Cotignola è soggetto alla Santa Sede.

Notizia priva di riferimenti documentari.

1265

Nell' "Estimo del comitato di Imola sotto strada", la comunità "de Codignola" è composta da sessantatre "fumantes".

Documento originale conservato presso archivio di stato di Bologna, Ufficio dei riformatori degli estimi, s. III, n° 5. Non si fa alcuna menzione al castello.

28 febbraio 1273

Nel "Registro de' fumanti del contado d'Imola sopra, e sotto strada, ricavato dal libro dei Fumanti del contado di Bologna", si menziona la terra di "Cotignola" con trentadue fumanti.

Non si fa alcuna menzione al castello.

1274

Su istanza del governo di Faenza, i Forlivesi edificano un castello che poi "riempirono con uomini di Forlì levati per la maggior parte dal Borgo de Cotogni": per questo il castello viene denominato "Cotogniola".

Cfr. Bonoli 1661, pag. 82.

1276

Il governo di Forlì, avendo dichiarato guerra ai Bagnacavallesi "per fare cosa grata ai Faentini", dietro suggerimento del conte Ruggiero, fa fortificare per la prima volta la "Terra di Cotignola".

L'autore cita Rossi ma lo contesta circa l'antichità del luogo, sostenendo la sua tesi con la menzione di un atto inserito nei "Monumenti ravennati", nel quale si accenna esistente prima del 1000 con la denominazione di Mazzafrena: cfr. Fantuzzi, I, 140, pag. 238.

Galleria fotografica dell'archivio storico di Gianfranco Fontana