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Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura

Introduzione

La Banca Dati sui Castelli dell’Emilia Romagna realizza il censimento attraverso le fonti edite di tutti i castelli della Regione giunti fino a noi e/o scomparsi menzionati dalle fonti bibliografiche, con la loro individuazione, la descrizione del loro stato attuale e la segnalazione delle fonti che ne hanno tramandato la storia, con una specifica scheda per ogni castello, ogni fonte ed ogni evento.

Monte Maggiore

Comune:
BRISIGHELLA (RA)
Località:
Monte Mauro
Toponimo:
Condizione:
Nulla (traccia storica)
Manutenzione:
dato non inserito
Precisione dell'ubicazione:
Approssimata
Informazioni turistiche:
dato non inserito

Informazioni storiche

932

Risulta attestato un "castrum Tiberiaci", in connessione con l'omonima pieve.

Il luogo in seguito prenderà il toponimo di "Mons Maior" e sarà trasformato in Mons Mauri.

11 gennaio 1055

L' "inovacio" di due tornature di terra a Giovanni de Anna Russa avviene "in castro ecclesie ravennatis quod vocatur Mons Maior".

luglio 1236

I soldati della città di Faenza prendono "castrum et arcem" di Monte Maggiore e li mettono a fuoco, uccidendo i soldati del presidio imperiale.

1251

Ugolino Fantolini tiene Cerfugnano e il "Podere dei Fantolini" (beni in Monte Maggiore, Cavina, Fornazzano e Calamello).

1265

Monte Maggiore è stimato per ventinove fuochi nell'estimo del contado della città di Imola.

1291

Le "Rationes Decimarum" definiscono le dipendenze della pieve di Santa Maria "in Tiberiaci" di Montemauro.

1 gennaio 1293

Maghinardo Pagani e Bernardino conte di Cunio, con il "populus" di Faenza, conquistano "castrum Montis Maioris nel comitatus Imole", custodito da militi per conto di Alessandro di Romena, cacciandone i custodi.

1320

Alberghettino Manfredi acquista i diritti su Calamello, Fornazzano e Monte Maggiore di Taddeo e Malatesta da Montefeltro, a loro giunti per via materna da Ugolino Fantolini.

1322

Alberghettino di Francesco Manfredi, emancipato dal padre, vende allo stesso i diritti che ha su "castrum et arcem Montis Maioris, comitatus Imole" e in villa Cerfogliani, che aveva comprato da Taddeo da Montefeltro.

1329

Francesco del fu Alberghettino Manfredi vende a Riccardo e Tino, suoi figli emancipati, numerosi beni e castelli tra i comitati imolese e fantino, tra i quali compaiono Baccagnano, Rontana, Monte Maggiore, Vedreto e Solarolo.

1329

Francesco Manfredi trasferisce ai figli Ricciardo e Malatestino il controllo dei castelli di Cavina, Monte Maggiore, Baccagnano, Rontana, Poggiale, Vedreto e Gattara.

1359

I fratelli Giovanni e Guglielmo, figli di Riccardo Manfredi, e il loro cugino Giovanni di Alberghettino compaiono davanti al rettore provinciale per una lite sui diritti che vantano sui castelli di Monte Maggiore e Marradi.

1370

Vi è contesa tra la città di Firenze e Giovanni d'Alberghettino Manfredi per Gambaraldo, Castiglione, Gattara, San Cassiano e Monte Maggiore; Bernabò Visconti stipula una composizione nella rocca di Monte Maggiore.

1371

Secondo la "Descriptio Romandiole" fatta redigere dal cardinal legato Anglico Grimoard, il "castrum Montismaioris" è tenuto da Alberghettino Manfredi.

1371

Secondo la "Descriptio Romandiole" fatta redigere dal cardinal legato Anglico Grimoard, la villa "Montismaioris" conta quarantasette "focularia".

1386

Le contese tra Astorgio e Giovanni d'Alberghettino Manfredi per Monte Maggiore sono affidate all'arbitrato di Giovanni Galeazzo Visconti.

1404

Giovanni Galeazzo Manfredi, assediato in Faenza, viene a patti col capitano papale Paolo Orsini per la cessione allle truppe papali di Faenza e dei castelli della val d' Amone, tra cui Monte Maggiore.

1405

Baldassarre Cossa, ripreso il controllo di Faenza, concede a Giovanni Galeazzo Manfredi Solarolo, tolto nuovamente al conte Alberico; Brisighella, Rontana e Monte Maggiore sono concessi ad Astorgio Manfredi.

1412

Giovanni Galeazzo Manfredi, signore di Faenza, ottiene un arbitrato in suo favore da parte di Carlo Malatesta di Rimini contro Lodovico Alidosi di Imola su vari castelli tra i quali compaiono Monte Maggiore e Vedreto.

1413

L'antipapa Giovanni XXIII dà in feudo a Lodovico Manfredi Monte Maggiore e il contado della val d'Amone.