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Suoli Caminata - CMN

Qualità agronomiche del suolo

Alcune considerazioni per la conduzione agronomica, ai fini della valorizzazione produttiva e della salvaguardia ambientale

Purché si provveda alla regimazione delle acque superficiali e alla sistemazione dei versanti,.
Condizione essenziale per ottenere tali risultati è la regimazione delle acque superficiali e profonde e la sistemazione dei versanti in relazione al rischio potenziale di perdita di suolo per erosione idrica (moderato o alto), i suoli Caminata possono sostenere usi agricoli estensivi o utilizzi forestali produttivi.
Talvolta i suoli Caminata costituiscono inclusioni di piccole dimensioni all’interno di aree dove dominano i suoli Corticelli. Normalmente la gestione agricola dei due suoli non si differenzia, pur essendo essi dissimili in quanto a comportamento agronomico.
Il comportamento agronomico e’ condizionato dalla profondita’ utile moderatamente elevata e dalla presenza di scheletro, caratteristiche che concorrono nel determinare una ridotta capacita’ di acqua disponibile, e dall’elevato contenuto di argilla, che rende difficoltosa l’esecuzione delle lavorazioni meccaniche.

Indicazioni per la scelta delle colture agrarie

I suoli Caminata non presentano importanti limitazioni alla produzione delle principali colture erbacee praticabili in collina. La tessitura costituisce una limitazioni severe alla produzione del girasole, del mais e del sorgo. La resa delle colture primaverili-estive e’ comunque dipendente dall’andamento climatico stagionale (soprattutto dalle precipitazioni).
Le colture arboree (in particolare actinidia, ciliegio, pero e pesco) incontrano invece importanti limitazioni a causa del calcare attivo.
La disponibilita’ termica puo’ limitare fortemente, soprattutto alle quote maggiori, la produzione delle colture primaverili-estive, di quelle frutticole e della vite.

Limitazioni alla produzione delle principali colture agrarie
Colture erbacee Limitazioni
Barbabietola da zucchero da moderate a severe in funzione della profondita’ utile; moderate per la tessitura e la pendenza; da assenti a moderate in funzione del calcare attivo
Erba medica moderate per lo profondita’ utile, la tessitura e la pendenza
Frumento tenero, duro e orzo moderate per la tessitura e la pendenza; da assenti a moderate in funzione della profondita’ utile
Girasole severe per la tessitura da moderate a severe in funzione della profondita’ utile; moderate per la pendenza; da assenti a moderate in funzione del calcare attivo
Mais severe per la tessitura; da moderate a severe in funzione del calcare attivo; moderate per la pendenza; da assenti a severe in funzione della profondita’ utile
Prati polifiti moderate per la tessitura, il calcare attivo e la pendenza; da assenti a moderate in funzione della profondita’ utile
Sorgo severe per la tessitura; da moderate a severe in funzione del calcare attivo; moderate per la pendenza; da assenti a moderate in funzione della profondita’ utile
Colture arboree Limitazioni
Actinidia molto severe per il calcare attivo; da moderate/severe a molto severe in funzione della reazione; moderate/severe per la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Albicocco da moderate/severe a molto severe in funzione del calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Ciliegio da moderate/severe a molto severe in funzione del calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Melo da moderate/severe a molto severe in funzione del calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Pero molto severe per il calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Pesco molto severe per il calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Susino da moderate/severe a molto severe in funzione del calcare attivo; moderate/severe per la reazione, la tessitura, la profondita’ utile e la pendenza
Vite da severe a molto severe in funzione del calcare attivo; moderate per la reazione, la tessitura e la pendenza; da moderate a severe in funzione della profondita’ utile

Indicazioni per la scelta delle specie forestali

I suoli Caminata non presentano importanti limitazioni alla crescita delle principali specie forestali utilizzabili nei boschi permanenti.
Le specie forestali utilizzabili nell’arboricoltura da legno incontrano invece importanti limitazioni a causa della capacita’ in acqua disponiubile: Le specie piu’ esigenti (Douglasia e Noce) incontrano inoltre limitazioni a causa della reazione o del calcare attivo.
Le caratteristiche climatiche limitano fortemente, soprattutto alle quote minori, la crescita di Acero riccio Olmo montano, Ontano napoletano, Pino nero e Pino silvestre di provenienza alpina e, tra le specie adatte all’arboricoltura da legno, della Douglasia.

Limitazioni alla crescita delle specie forestali adatte all’arboricoltura da legno
Specie forestali Limitazioni
Acero montano molto severe per la capacita’ d’acqua disponibile
Ciliegio molto severe per la capacita’ d’acqua disponibile
Douglasia molto severe per la capacita’ d’acqua disponibile e il pH; da moderate/severe a molto severe in funzione della quota
Frassino maggiore molto severe per la capacita’ d’acqua disponibile
Noce molto severe per la capacita’ d’acqua disponibile me il calcare attivo
Limitazioni alla crescita delle specie forestali
Specie forestali Limitazioni Note
Acero campestre moderate per la profondita’ utile
Acero riccio moderate per la profondita’ utile; da moderate a severe in funzione della quota
Carpino bianco moderate per la profondita’ utile la tessitura fine non e’ favorevole alla crescita del Carpino bianco
Carpino nero moderate per la profondita’ utile
Castagno moderate per la profondita’ utile; da assenti a moderate in funzione della quota la tessitura fine, il contenuto in calcare e il pH non sono favorevoli alla crescita del Castagno
Cerro moderate per la profondita’ utile; da assenti a moderate in funzione della quota
Olmo campestre moderate per la profondita’ utile
Olmo montano moderate per la profondita’ utile; da moderate a severe in funzione della quota
Ontano napoletano moderate per la profondita’ utile; da moderate a severe in funzione della quota
Ontano nero moderate per la profondita’ utile
Orniello moderate per la profondita’ utile
Pino nero moderate per la profondita’ utile; da moderate a severe in funzione della quota
Pino silvestre provenienze alpine moderate per la profondita’ utile; da moderate a severe in funzione della quota
Pino silvestre provenienza Casina moderate per la profondita’ utile
Pioppo tremolo moderate per la profondita’ utile
Rovere moderate per la profondita’ utile
Roverella moderate per la profondita’ utile
Tiglio moderate per la profondita’ utile

Sistemazione

A causa della prevalenza del rischio di perdita di suolo per erosione idrica, le opere di sistemazione e regimazione delle acque dovrebbero tendere ad interrompere o rallentare lo scorrimento delle acque superficiali e a favorirne l’infiltrazione; tali obiettivi si possono conseguire riducendo la lunghezza degli appezzamenti mediante l’apertura di fossi acquai obliqui o trasversali e, se possibile, la realizzazione di fossi e scoline permanenti.
In funzione della pendenza di questi suoli, compresa tra 10 e 25%, per gli impianti di colture arboree sono adottabili le seguenti sistemazioni:

Tecniche di coltivazione e lavorazione

Allo scopo di migliorare le caratteristiche strutturali dell’orizzonte di superficie, sono da preferire le arature poco profonde e l’utilizzo di macchine con organi lavoranti che non frantumano il terreno (vangatrici, erpici, sarchiatrici).
Ripetute fresature possono causare eccessiva disgregazione e polverizzazione del terreno, favorendo, in tal modo, l’erosione; inoltre, la presenza di pietre puo’ causare usura eccessiva e rotture degli organi lavoranti.
Le lavorazioni con rivoltamento effettuate in condizioni di umidita’ eccessiva provocano la formazione di zolle molto compatte e di grandi dimensioni, con conseguente riduzione della porosita’ e della sofficita’ degli aggregati. Per la disgregazione di queste zolle possono essere necessari successivi interventi, anche con macchine di elevata potenza.
Le pratiche agricole in questi suoli possono accentuare il rischio di erosione in particolare per movimenti di massa, che in genere sono superficiali.
In questi suoli, l’inerbimento permanente e totale delle colture arboree e’ efficace nel limitare l’erosione idrica, ma, nel contempo, puo’ creare una forte competizione idrica con la coltura principale. Per tale motivo, si puo’ ricorrere con successo all’inerbimento dell’interfila su una fascia ristretta e alla minima lavorazione o al diserbo lungo le file.
Inoltre e’ opportuno adottare l’inerbimento artificiale, indirizzando la scelta verso miscugli di specie e varieta’ a taglia ridotta e/o che interrompono o rallentano l’attivita’ vegetativa nel periodo estivo.

Fertilizzazione

I suoli Caminata non presentano particolari limitazioni o vincoli nella scelta dei concimi azotati. Il pH elevato puo’ favorire le perdite di azoto per volatilizzazione in caso di utilizzo di concimi contenenti azoto in forma ammoniacale.
In questi suoli il fosforo e’ soggetto a fenomeni di immobilizzazione dovuti all’elevato contenuto in carbonato di calcio. Per tale motivo sono da preferire i perfosfati con prevalenza di fosfato monocalcico (perfosfato semplice, concentrato e triplo).
Apporti di materia organica nel terreno migliorano la struttura ed aumentano la porosita’ e la capacita’ di ritenzione idrica diminuendo, nel contempo, i rischi di perdita di suolo.
Nel caso di spandimento di liquami zootecnici, al fine di ridurre il rischio di perdita per ruscellamento, possono rivelarsi utili i seguenti accorgimenti: rottura dell’eventuale crosta superficiale, frazionamento degli apporti, interramento.