A causa del rischio potenziale di perdita di suolo per erosione idrica molto alto questi suoli richiedono interventi di sistemazione e l'adozione di indirizzi colturali e pratiche conservative (quali l'utilizzo forestale, a prato o a pascolo permanente o le rotazioni con ampia presenza di foraggere o l'inerbimento degli impianti arborei). Nelle situazioni meno limitanti, in seguito alla regimazione delle acque superficiali e alla sistemazione dei versanti, si possono sostenere anche usi agricoli intensivi o utilizzi forestali produttivi.
Questi suoli non presentano importanti limitazioni alla produzione delle principali colture erbacee praticabili in collina. La resa delle colture primaverili-estive e di quelle arboreeè comunque dipendente dall'andamento climatico stagionale (soprattutto dalle precipitazioni). Le colture arboree posssono incontrare alcune limitazioni a causa del calcare attivo e dalla imperfetta disponibilità d'ossigeno.
Questi suoli presentano da moderate a severe limitazioni edafiche alla crescita delle principali specie forestali utilizzabili nell'arboricoltura da legno e negli impianti forestali permanenti. Possono inoltre essere coinvolti in movimenti di massa ed il carico forestale potrebbe contribuire ad aggravare i fenomeni di instabilità del versante.
Questi suoli possono essere interessati dalla contemporanea presenza di processi erosivi per azione dell'acqua a per azione della gravità (movimenti di massa). Qualora prevalgano i fenomeni franosi, le opere di sistemazione e regimazione delle acque dovrebbero essere finalizzate ad allontanare rapidamente le acque profonde mediante opere di drenaggio e a ridurre l'infiltrazione nel suolo di quelle superficiali; qualora prevalgano i processi di erosione idrica, a interrompere o rallentare lo scorrimento delle acque superficiali e a favorirne l'infiltrazione. In ogni caso è opportuno ridurre la lunghezza degli appezzamenti mediante l'apertura di fossi acquai obliqui o trasversali e di fossi e scoline permanenti.
Sono da preferire le arature poco profonde e l'utilizzo di macchine con organi lavoranti che non frantumano il terreno (vangatrici, erpici, sarchiatrici). Ripetute fresature possono causare eccessiva disgregazione e polverizzazione del terreno, favorendo, in tal modo, l'erosione; attenzione deve essere posta anche al rischio di incrostamento superficiale. In questi suoli, l'inerbimento permanente e totale delle colture arboree è efficace nel limitare l'erosione idrica, ma, nel contempo, può creare una forte competizione idrica con la coltura principale. Per tale motivo, si può ricorrere con successo all'inerbimento dell'interfila su una fascia ristretta e alla minima lavorazione o al diserbo lungo le file. Inoltre è opportuno adottare l'inerbimento artificiale, indirizzando la scelta verso miscugli di specie e varietà a taglia ridotta e/o che interrompono o rallentano l'attività vegetativa nel periodo estivo.
Questi suoli non presentano particolari limitazioni o vincoli nella scelta dei concimi. Il fosforo può essere soggetto a fenomeni di immobilizzazione dovuti al contenuto in carbonato di calcio. Apporti di materia organica nel terreno migliorano la struttura ed aumentano la porosità e la capacità di ritenzione idrica diminuendo, nel contempo, i rischi di perdita di suolo. Particolare attenzione deve essere posta allo spandimento di liquami zootecnici per il rischio di ruscellamento.