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Archivio Storico delle Frane

L'archivio storico delle frane raccoglie informazioni sulle date di attivazione/riattivazione di frane con relativa localizzazione, in un intervallo di tempo che va dal Medioevo sino ad oggi.

Per ogni evento sono riportate, ove disponibili, informazioni relative alla tipologia della frana, alla sua dimensione, a eventuali effetti sul territorio.

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ID 21179

 

5 eventi di frana

Polinago (lato ovest) Modena

Inquadramento
  • Superficie totale: 25.74 ettari
  • Comune di POLINAGO - Provincia di Modena
Carta inventario delle frane
  • Quadro di unione per il comune di POLINAGO [PDF]
Localizzazione frana storica e Carta del dissesto

Glossario [pdf]
5. Evento del 2005
  • Data: 8/10/2005  [breve periodo certo (1-7gg)]
  • Descrizione:
    Distaccamento a monte di cantiere in Via Montecuccoli. [Localizzazione: Buona approssimazione]
4. Evento del 1975
  • Data: [18 nov] 1975  [precisione bimestrale]
  • Descrizione:
    Tratto di versante a monte del lato ovest dell'abitato, adiacente alla zona di Via Roma. La riattivazione del movimento a monte di Polinago interessa il settore dell'abitato prospiciente Via Roma. L'esecuzione di pozzetti esplorativi e di profili sismici a rifrazione ha consentito di ricostruire l'assetto generale del sottosuolo nell'area in frana. Lo strato più superficiale, riferibile alla copertura detritica rimaneggiata, ha caratteristiche di un tereno soffice, "areato" con spessore variabile da 2 a 5 m. La velocità di propagazione delle onde longitudinali è dell'ordine di 340 m/s. Lo strato sottostante, caratterizzato da velocità sismiche dell'ordine di 900 m/s, è interpretabile come costituito da detrito compatto o da roccia molto fratturata. La sua base si localizza a profondità variabili da 9 a 16 m. Il substrato locale, relativo alla roccia in posto, è riferibile molto probabilmente a banchi di arenaria poco fratturata. La velocità delle onde sismiche raggiunge valori dell'ordine di 3500 m/s. Nella parte alta del settore, in una zona di falsopiano al margine della zona di distacco della frana, gli scavi aperti hanno riscontrato la presenza di circolazione idrica a profondità di 5 - 6 m dal piano campagna. Non individuato come settore di versante in frana. Nello SCAI l'area è indicata come frana attiva. La periodica rimobilizzazione, sia pure parziale dei movimenti, comporta la progressiva deformazione della superficie topografica che si presenta molto irregolare. Il deflusso idrico superficiale risulta difficoltoso, con zone di ristagno idrico, che facilitano l'infiltrazione degli apporti meteorici. Questo assetto favorisce l'alimentazione della circolazione idrica sotterranea e, di conseguenza, la rimobilizzazione della frana. [Localizzazione: Buona approssimazione]
3. Evento del 1966
  • Data: 04/11/1966  [giorno certo]
  • Descrizione:
    Comparsa di evidenze di deformazioni superficiali nell'area a monte del Capoluogo, già interessata in precedenza dalle frane del 1939 e 1960. Non è riportato come settore di versante in frana. Nello SCAI l'area è indicata come frana attiva. La periodica riattivazione, sia pure parziale dei movimenti, comporta la progressiva deformazione della superficie topografica che si presenta molto irregolare. Il deflusso idrico superficiale risulta difficoltoso, con zone di ristagno idrico, che facilitano l'infiltrazione degli apporti meteorici. Questo assetto favorisce l'alimentazione della circolazione idrica sotterranea e, di conseguenza, la rimobilizzazione della frana presente nella zona di versante sottostante. [Localizzazione: Buona approssimazione]
  • Cause innesco: Elevati apporti meteorici dell'autunno 1966. Piogge persistenti del mese di ottobre, culminate nell'evento alluvionale della prima settimana di novembre.
2. Evento del 1960
  • Data: maggio 1960  [precisione mensile]
  • Descrizione:
    L'abitato si sviluppa, con esposizione a sud, nel tratto superiore di una dorsale secondaria presente in sinistra del T. Rossenna. Il versante, caratterizzato nella zona media e inferiore da un assetto articolato e maggiori acclività, assume a partire dalle quote di 700-800 m circa una configurazione più regolare con inclinazioni minori, che si raccordano al crinale posto poco al di sopra del Capoluogo. La riattivazione dei movimenti nel maggio 1960 interessa il tratto di versante a monte e alla base di Via Roma. A causa delle "grandi piogge" dell'aprile - maggio 1960 vi fu il distacco di una frana, che interessò il settore Ovest dell'abitato di Polinago danneggiando alcuni edifici. A seguito di questo evento l'abitato è dichiarato da consolidare con il D.P.R. n. 1580 del 18/12/1961. Sul lato ovest del nucleo storico, interessato dall'attivazione della frana del 1939, gli edifici ancora abitabili furono oggetto negli anni successivi a limitati e sommari interventi di consolidazione. Nel 1944 per rappresaglia parte dell'abitato venne devastato ed incendiato dalle truppe naziste. Nell'immediato dopoguerra le difficoltà economiche determinarono la ricostruzione sommaria con elevazione degli edifici sulle macerie non bene assestate e inclusione nelle costruzioni di parti di murature ancora in elevazione, seppure lesionate. Gli elevati apporti idrici della primavera 1960 determinano il riattivarsi del movimento con deformazioni che interessano nell'insieme il settore ovest dell'abitato. Non è riportato come settore di versante in frana. Nello SCAI l'area è indicata come frana attiva. La periodica riattivazione, sia pure parziale dei movimenti, comporta la progressiva deformazione della superficie topografica che si presenta molto irregolare. Il deflusso idrico superficiale risulta difficoltoso, con zone di ristagno idrico, che facilitano l'infiltrazione degli apporti meteorici. Questo assetto favorisce l'alimentazione della circolazione idrica sotterranea e, di conseguenza, la rimobilizzazione della frana presente nella zona di versante sottostante. [Localizzazione: Buona approssimazione]
  • Cause innesco: Elevata ricarica dei circuiti idrici sotterranei a seguito delle precipitazioni elevate e prolungate del periodo autunno 1959 - primavera 1960.
  • Danni e interventi: Tutti gli edifici prospicenti Via Roma subiscono lesioni rilevanti. Si riscontra il sollevamento delle pavimentazioni, l'apertura di crepe nei muri perimetrali ed interni degli edifici, il distacco delle scale dai muri portanti, la fratturazione delle strutture a volta. Infiltrazioni di acqua durante i periodi piovosi si verificano nei locali seminterrati. Distruzione delle opere di presa dell'acquedotto comunale e di parte delle condotte di distribuzione. Danneggiati alcuni edifici con lesioni tipo: "rigonfiamento dei pavimenti al piano terreno", "crepe in alcuni muri perimetrali", "distacco di rampe di scale dal muro portante", "crepacciature di voltini". Inoltre sono andate distrutte le opere di presa dell'acquedotto e di parte delle condotte del Comune. Vi è un progetto per il consolidamento dell'abitato di Poligano, che proponeva la costruzione delle seguenti opere: 1) "Costruzione di una rete di drenaggi per uno sviluppo complessivo di 480m"; 2) "Costruzione di 3 pozzetti d'ispezione agli incroci dei rami di drenaggio"; 3) "Costruzione di m 180 di cunettoni superficiali in muratura di pietrame e malta cementizia"; 4) "Costruzione di 4 briglie in gabbioni metallici riempiti con pietrame a secco"; 5) "Attraversamenti stradali in tubi di cemento"; 6) Inerbimento e rimboschimento delle pendici in frana con querce e faggi. Importo totale dei lavori pari a £ 22.000.000.
  • E' presente documentazione presso il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli.
1. Evento del 1939
  • Data: 28/05/1939 - 04/06/1939  [breve periodo certo (1-7gg)]
  • Descrizione:
    L'abitato si sviluppa nel tratto superiore, con esposizione a sud, di una dorsale secondaria presente in sinistra del T. Rossenna. Il versante, caratterizzato nella zona media e inferiore da un assetto articolato e maggiori acclività, assume a partire dalle quote di 700-800 m circa una configurazione più regolare con inclinazioni minori, che si raccordano al crinale posto poco al di sopra del Capoluogo. L'area coinvolta dalla riattivazione del giugno 1939 si estende dal versante sottostante Via Roma sino alla strada comunale del Monte che risale il crinale in corrispondenza dello spartiacque locale (vedi IGM e CTR). L'area a monte di Via Roma, costituente una conca a debole pendenza, era occupata in precedenza da un castagneto, disboscato negli anni 1937-1939 per l'impianto di coltivazioni cerealicole. Nei primi giorni del giugno 1939, a seguito di un prolungato periodo di intense e continue precipitazioni, si attiva un'ampia frana del tipo scorrimento traslativo di detrito, sul tratto di versante a monte del nucleo storico del Capoluogo. I movimenti interessano in pratica l'intero settore compreso tra Via Roma, il cimitero e Cà Marinotti (verso est), la strada comunale del Monte (a nord) e la testata dell'impluvio del Fosso della Bendiga (in prossimità della località Lastre a ovest). La morfologia del terreno subisce rilevanti deformazioni con individuazione di scarpate, fratture e gradini di altezza anche superiore ai 2 m. La frana coinvolge la totalità degli edifici circostanti Via Roma, espandendosi anche verso sud sul pendio sottostante la strada Pavullo - Lama Mocogno. In concomitanza di questo movimento, un'altra frana si attiva sul lato opposto del crinale interessando la località La Croce (vedi scheda n. 175). Non è riportato come settore di versante in frana. Nello SCAI l'area è indicata in parte come frana attiva, la delimitazione, tuttavia, risulta molto inferiore rispetto all'estensione dei fenomeni documentati. La periodica riattivazione, sia pure parziale dei movimenti, comporta la progressiva deformazione della superficie topografica che si presenta molto irregolare. Il deflusso idrico superficiale risulta difficoltoso, con zone di ristagno idrico, che facilitano l'infiltrazione degli apporti meteorici. Questo assetto favorisce l'alimentazione della circolazione idrica sotterranea e, di conseguenza, la rimobilizzazione della frana presente nella zona di versante sottostante. [Localizzazione: Buona approssimazione]
  • Cause innesco: Elevata ricarica dei circuiti idrici sotterranei a seguito delle precipitazioni elevate e prolungate del periodo maggio - prima settimana di giugno del 1939.
  • Danni e interventi: Tutti gli edifici prospicenti Via Roma subiscono gravi lesioni, tali da determinarne lo sgombero. Tra questi, 3 edifici devono essere completamente ricostruiti, mentre altri 8 potranno essere riparati o ricostruiti in parte. L'abitato, sottoposto a interventi sommari di consolidamento, pochi anni dopo verrà incendiato e devastato nel corso della Seconda Guerra mondiale. Con la perizia del 09/06/1939 venne stabilito che l'importo dei lavori necessari a riattivare la viabilità sulle vie di comunicazione, sgomberare le case e riparare le condutture d'acqua lesionate dall'evento alluvionale del maggio-giugno 1939 nella provincia di Modena fosse pari a £ 40.000. Nella relazione del 05/08/1939 venne proposta la costruzione di un sistema di cunicoli interrati e di cunettoni superficiali atti ad eliminare le infiltrazioni d'acqua con un importo stimato per le opere proposte pari a £ 150.000.
  • E' presente documentazione presso il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli.