Geologia, sismica e suoli

Doline della placca calcareo-arenacea di Zocca-Guiglia

1211   

Geosito di rilevanza locale - area carsica

La placca epiligure affiorante tra Zocca e Guiglia, costituita da litotipi calcareo-arenacei e marnosi sopra le argille delle Unità Liguri, forma una struttura tabulare, scomposta da numerose faglie e fratture segnata da numerose morfologie paracarsiche.

Geografia
  • Superficie totale: 74.38 ettari.
  • Quota altimetrica minima 479.4m. s.l.m., quota altimetrica massima 729.1m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

La "placca" epiligure, affiorante nell'intorno di Zocca e Guiglia, nel settore orientale dell'Appennino modenese, appare topograficamente rilevata rispetto al paesaggio circostante, caratterizzato dagli affioramenti delle formazioni argillose dei Complessi di base delle Unità Liguri e ben esposti lungo la sponda destra della valle del F. Panaro.

Quest'altopiano è prevalentemente costituito da litotipi arenitici e marnosi della Formazione di Pantano e delle sottostanti Marne di Antognola, che formano strutture tabulari o solo debolmente deformate a sinclinali, scomposte da numerose faglie e fratture, conseguenti alle varie fasi tettoniche che hanno portato alla formazione della catena appenninica. La placca, infatti, per la sua rigidità d'insieme, si scompone in blocchi separati da superfici di taglio, e, per il suo peso, determina il rifluimento della massa sottostante, a comportamento plastico, dei Complessi di base, i quali, tra l'altro, tendono così a rifluire lateralmente rispetto alla zolla stessa.

Il paesaggio, all'interno della "placca", è caratterizzato da forme dolci, di tipo relitto, vale a dire riferibili a processi di modellamento non più attivi, determinatisi probabilmente in ambiente periglaciale, durante e subito dopo l'ultima glaciazione würmiana.

Le forme carsiche e paracarsiche, però, rappresentano una delle caratteristiche salienti della zolla; sono notevolmente sviluppate e mostrano una gran varietà tipologica: doline di vario tipo, pozzi subverticali, inghiottitoi e ripari sotto roccia. Le concentrazioni maggiori di avvallamenti doliniformi si rinvengono presso gli abitati di Guiglia, Rocca Malatina, Samone e vicino al M. Questiolo. Tuttavia, lo sviluppo di tali forme è solo parzialmente connesso alla dissoluzione del carbonato di calcio dei clasti e del cemento nelle areniti della Formazione di Pantano. In molti casi, infatti, si tratta di semplici pozzi, gullies (condotti verticali) e fenomeni di piping (erosione verticale, chiamati "camini"), che s'impostano lungo fratture meccaniche, indotte da deformazioni gravitative, presenti soprattutto lungo il margine di placca, a contatto con le sottostanti formazioni argillose. In molti casi, pertanto, si tratterebbe di processi che determinano forme solo all'apparenza di tipo carsico, e pertanto più propriamente definibili di tipo pseudocarsico; diversamente si tratta di fenomeni di tipo "paracarsico", in altre parole di un carsismo attenuato, in relazione al contenuto di carbonati, relativamente scarso, in queste areniti mioceniche.

Fino ad ora, in quest'area, non sono stati eseguiti studi scientifici che permettano un'esatta distinzione tra i fenomeni paracarsici e quelli pseudocarsici, indotti esclusivamente da dislocazioni gravitative.

La riattivazione delle fratture, lungo le quali s'impostano questi sistemi carsici poco sviluppati, secondo alcune ipotesi potrebbe essere dovuta a deformazioni profonde dei blocchi arenitici del Formazione di Pantano sulle sottostanti argille. Secondo quest'ipotesi, anche le argilliti delle Arenarie di Scabiazza, affioranti lungo il Fosso degli Specchi a nord di Samone, potrebbero costituire un rilevante fenomeno di diapirismo, in altre parole di risalita "passiva" delle argille di base, "spremute" dal peso dei blocchi arenacei latistanti.

Le doline sono numerose, presentano una svariata tipologia di forme e dimensioni, alcune presentano inghiottitoi, altre no. Alcune di esse drenano aree di notevole estensione, entro le quali si hanno dislivelli di anche 70-80 m. Per quanto riguarda le forme, quasi tutte rientrano nei tipi a piatto o a scodella. Tutte le doline, generalmente, sono controllate da fratture, che conferiscono loro una forma fortemente ellittica. Spesso sul loro fondo è presente materiale di decarbonatazione di colore ocraceo.

I gruppi di doline e le forme carsiche più rilevanti sono osservabili presso il campo sportivo di Samone, in località Pianara, alle Serre di Samone (a nord est di Samone), presso Ca' Fegatelli, il Fadano (a sud est di Samone), presso Ca' Montecuccolo, Ca' di Checchino e al Lago dell'Acqua (ad est di Samone). Si tratta dell'area più ricca di cavità nella provincia di Modena. Altri gruppi di doline ed altre forme carsiche si rinvengono presso Castellino delle Formiche, in località Paderna - Budrie e a Ca' Cereta di Rocca Malatina.

In località Pianara, tra Samone e le Serre di Samone, si osservano ampie depressioni doliniformi allungate in senso sud ovest - nord est, ricoperte da prati e da impianti sportivi. Dal gruppo degli antichi ed interessanti edifici di Serre Samone, costituiti da un'importante casa padronale, da edifici rustici vari e da un oratorio, si dipartono verso nord nord-ovest alcune comode carrarecce, che in pochi minuti di percorso a piedi, consentono di raggiungere una serie di doline, sul cui fondo, in alcuni casi, si possono osservare i relativi inghiottitoi. Sul margine di placca si osservano numerose imboccature di pozzi: Grotticelle dei Burroni Ia (sviluppo orizzontale di m 11), IIa (svil. m 6,30; disliv. m -1,6), IIIa (svil. m 11, disliv. m -1,5), IVa (svil. m 8, disliv. m -1,3); i Pozzi dei Burroni I° (svil.

m 42, disliv. m -37), II° (svil. m 65, disliv. m -13), III° (svil. 4,5, disliv. m 3-) e IV° (svil. m 10, disliv. m -4,3), V° (svil. m 6,5, disliv. m -3,8), VI° (svil. m 10, disliv. m -10), VII° (svil. m 14, disliv. m -4) e VIII° (m 8,5 e disliv. m -2,3); il Buco dei Pipistrelli (svil. m 14, disliv. m -7,5), il Pozzo della Pecora (svil. m 10, disliv. m -3,5) e il Buco dell'Albero. A titolo di curiosità, si può ricordare che il Pozzo II° dei Burroni è stato utilizzato come rifugio di partigiani durante l'ultima guerra. Inoltre, in queste cavità è stata descritta un'abbondante fauna, tra la quale una specie endemica, il coleottero Duvalius Malavolti (Moscardini, 1956). Tutte queste cavità, a prevalente sviluppo verticale, costituiscono esempi di forme pseudocarsiche, trattandosi di pozzi d'origine meccanica, impostati lungo fratture tettoniche sul margine di placca e ampliate dal distacco di una grande frana rotazionale che interessa anche le sottostanti formazioni argillose basali. Le acque meteoriche infiltrate in corrispondenza delle doline delle Serre di Samone sono restituite da due sorgenti captate, lungo la strada di Gainazzo.

Presso Ca' Fegatelli, Ca' Alessandrini e il Fadano (Samone) si osservano quattro o cinque depressioni imbutiformi assai marcate; ma la forma carsica più importante in questo gruppo è presente immediatamente ad est de il Fadano, presso Casa Alessandrini: una dolina, allungata in senso sud-ovest nord-est per circa 300 m, presenta al suo centro un pozzo, un tempo profondo m 9,4, attualmente, purtroppo, colmato da rifiuti di diverso tipo ed anche da una carcassa di una vecchia automobile, fatto questo che contrasta con l'amenità del paesaggio, col pregio architettonico di molti edifici rurali e con lo stesso "paesaggio agrario", contrassegnato da seminativi semplici con frequenti filari di ciliegi, di particolare bellezza durante la fioritura. Le acque infiltrate in queste doline sono restituite dalle sorgenti di Ca' Nicoletto e Ca' Alessandrini.

In località Paderna e presso i vicini nuclei abitati di Budrie, Ca' di Furino e Serra (che costituisce un pregevole esempio di casa torre), in un paesaggio agrario assai bello, caratterizzato da prati, seminativi e filari di ciliegi, si osservano numerose conche doliniformi, talora assai piatte e poco approfondite, prive d'inghiottitoi: esse si sono sviluppate su di un blocco calcarenitico, strapiombante sulla vicina frazione di Rocca Malatina.

Sempre nei pressi di Rocca Malatina, in località Ca' Cereta, che si raggiunge con una strada vicinale che si dirige verso nord a partire dal Cimitero di Rocca Malatina, recentemente è stata scoperta e rilevata, sempre entro le areniti della Formazione di Pantano, una cavità con sviluppo di m 29 e dislivello di m -13,5, impostata lungo frattura, ma rientrante fra i fenomeni paracarsici; infatti, caso singolare per la Provincia di Modena, sono presenti candide concrezioni, stalattiti e stalagmiti, accompagnate da stillicidi stagionali, indicanti che i fenomeni di dissoluzione e ricristallizzazione sono parzialmente attivi.

Un altro esempio molto caratteristico è rappresentato dalla dolina del Lago dell'Acqua, ad est di Samone, toponimo peraltro assai indicativo per la situazione geomorfologica dell'area: si raggiunge dalla strada statale n. 623 in località Ca' di Chiodo, deviando verso est lungo la strada vicinale di Bosco Verde. Si tratta di una depressione allungata in senso est-ovest, che ha uno sviluppo di 200 m, entro la quale, soprattutto nei periodi più piovosi dell'anno, ristagna l'acqua; attualmente il piccolo specchio lacustre è stato purtroppo "regolarizzato" come bacino artificiale per usi agricoli.

Un altro interessante esempio di dolina, con inghiottitoio sul fondo, si osserva, ancora, presso Ca' di Checchino ad ovest di Samone. Al suo centro è presente un inghiottitoio, che presenta uno sviluppo di m 12 ed un dislivello di m -4,8.

Sempre nei pressi di Samone, vicino alla strada statale 623, ad ovest di Ca' di Speltarino, entro un castagneto denominato "Bosco delle Tane", in Comune di Zocca, si hanno modeste cavità orizzontali dai nomi suggestivi, controllate da fratture ed ampliate per degradazione meteorica: Tana della Celeste (sviluppo m 9,5), Tana delle Felci Pendenti (svil. m 4,2) e Tana del Gatto Mammone (svil. m 9). Ad est della frazione di Castellino delle Formiche, sempre entro la parte basale della Formazione di Pantano, presso il margine della placca arenacea, sono presenti tre cavità, connesse a fratture tettoniche: la più sviluppata è la Grotta della Fessuraccia, con sviluppo di m 44 e dislivello di m -10.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Carsico epigeo - Geomorfologico;
Geotipi presenti: Cavità naturale - Dolina;
Interessi contestuali: Paesaggistico;
Valenze: Scientifico - Divulgativo;
Tutela: già in atto;
Accessibilità: molto facile;
Mappa di inquadramento e rete escursionistica regionale
 Doppio click per avvicinare la mappa, click + sposta per muoverla
Geositi vicini
Bibliografia
"Rapporti tra strutture tettoniche, fenomeni gravitativi e morfosculture di tipo carsico nella zona di Pavullo nel Frignano (Appennino modenese)." - CAPITANI M. & GIBERTINI M. [1995] Atti Soc. Nat. Mat. Modena, 125 (1994), 77-95.
"Analisi di facies e stratigrafia sequenziale della Formazione di Bismantova ad est del Fiume Panaro ("placca" di Zocca-Montese, Appennino Modenese)" - Amorosi A. [1990] Giornale di Geologia, 52/1-2, 159-177, Bologna
"Geomorfologia del territorio di Pavullo nel Frignano (Appennino Modenese)." - PANIZZA M. & MANTOVANI F. [1975] Atti Soc. Nat. Mat. Modena, 105, 85-117.
"Fenomeni carsici nei calcari del Miocene medio emiliano." - MALAVOLTI F. [1943] Atti Soc. Nat. Mat. Modena, 74, 238-254
Avvertenze

I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.

La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.

 
 
 
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it