Dal punto di vista geomorfologico, la Valle delle Tagliole presenta un notevole interesse, per l'esistenza di forme di rilievo modellate durante l'ultima glaciazione del Quaternario.
Nel periodo di massima espansione glaciale, la valle era occupata da una lingua glaciale, alimentata dai bacini dei monti Nuda, Giovo e Rondinaio; questa lingua presentava una lunghezza di circa 5,5 km ed una larghezza di 1 km e si spingeva fino ad una quota di 1050 - 1110 m, come testimoniano i depositi morenici l presenti. In seguito al mitigarsi del clima inizi il ritiro progressivo della massa glaciale che venne ad attestarsi all'interno dei circhi, individuabili dal M. Giovo a Foce a Giovo come forme concave semicircolari delimitate da ripide scarpate, dando origine agli archi morenici che consentirono, per sbarramento del deflusso delle acque, la formazione dei laghi Santo, Baccio e Turchino.
Nel tratto medio della Valle delle Tagliole, si pu osservare un esteso deposito glaciale, con lembi di morena laterale di ritiro, profondamente inciso dal Torrente delle Tagliole.
Tale torrente, in questo tratto, scorre sulle Argille di Fiumalbo, poste alla base delle Arenarie del M. Modino (Miocene inf.), e sulla formazione del Macigno (Oligocene sup., Falda Toscana).
Un primo lembo morenico isolato si trova presso il Colle Antenna (1238 m), ove la valle presenta un primo abbozzo di gradonatura, si tratta di un cordone morenico frontale di ritiro. Ancora pi a valle, oltrepassato il vasto piano alluvionale di q. 1096, la valle diventa ancora pi ampia ed ai suoi lati si stendono due ripiani costituiti in gran parte da depositi glaciali. La prima di queste si stende fra Ca' dei Galli (1090-1100 m) e i piani posti a valle di Rotari (1218 m), sulla destra della valle, e su di essa, oltre ai casolari ricordati, si trovano gli abitati di Ronchi (1146 m) e di Piane (1093 m). I depositi glaciali formano una coltre quasi continua, lunga 1,5 km ed interrotta solo dalle pi profonde incisioni dei torrenti, sul fondo delle quali affiora il substrato roccioso. Il deposito costituito da clasti eterometrici senza strutture di deposizione e presenta abbondanza di massi, anche di grandi dimensioni. Verso il suo margine a valle, nei pressi di Piane, si nota una contropendenza poco pronunciata, probabile resto di un cordone morenico longitudinale.
D'interesse geomorfologico sono anche i depositi glaciali che s'intravedono sull'opposto fianco della valle, fra Mordini (1199 m) e Tagliole (1158 m), sopra un ripiano simile a quello ora descritto. Il deposito ricco di grandi massi erratici. Una parte del materiale per di probabile origine gravitativa attribuibile ad una frana proveniente dal versante orientale del M. Nuda.
Questi depositi morenici, pur essendo in cattivo stato di conservazione, sono validi modelli d'evoluzione geomorfologica, esempi paleogeomorfologici ed esemplarit didattiche, di interesse locale.
Il geosito in parte compreso all'interno di una pi ampia area dichiarata (D.G.R. 258/2016) di notevole interesse pubblico paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (art.136 del Decreto Legislativo n. 42/2004).