Geologia, sismica e suoli

Sassomorello

1351   

Geosito di rilevanza locale

Rilievo costituito da brecce serpentinitiche nelle quali sono presenti clasti di gabbro a grana fine e lembi di idrotermaliti, delimitato da alte scarpate che si elevano dai versanti argillosi circostanti, deve affiorano le Argille Varicolori di Cassio.

Geografia
  • Superficie totale: 10.15 ettari.
  • Quota altimetrica minima 603.1m. s.l.m., quota altimetrica massima 703.7m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

L'affioramento di Sassomorello (650 m di dimensione massima) è situato presso l''omonimo abitato, lungo il Torrente Rossenna, in comune di Serramazzoni. Esso è delimitato da nette scarpate e risulta emergere dal paesaggio argilloso circostante (Complessi di base s.l.), poiché molto più resistente all'erosione meteorica.

Sulla sua sommità, un tempo occupata da un castello già distrutto nel 1337, sorgono la chiesa, una torre ed il palazzo Cesis. La base dei massi è circondata da boscaglia; le associazioni arboree che ricoprono più frequentemente il substrato in questa zona sono le querce (Quercus pubescens), gli aceri (Acer monspessulanum) e i frassini (Fraxinus ornus).

L'affioramento è costituito da brecce con frammenti di dimensione variabile a composizione serpentinitica. Localmente sono presenti rari clasti a composizione "gabbrica".>La serpentinite ha strette analogie strutturali e di composizione con quella di Varana e di Pompeano. Anche a Sassomorello la serpentinite è di colore variabile dal verde cupo al nero e si presenta macroscopicamente come una massa compatta irrisolvibile nella quale spiccano minerali di dimensioni maggiori, ben sfaldabili e brillanti, riferibili prevalentemente a serpentino di tipo bastite. È foliata, e cioè presenta strutture planari, dovute a deformazioni plastiche avvenute a livello di mantello superiore, e che sono caratteristiche delle peridotiti di ambiente ofiolitico (peridotiti tettonitiche).

La serpentinizzazione, come evidenzia l'osservazione microscopica, ha agito con intensità variabile sulle rocce peridotitiche di partenza e ha provocato la scomparsa dei minerali magmatici, con l'eccezione dello spinello di cromo che resiste alla trasformazione metamorfica, e alla loro sostituzione da parte di serpentino antigoritico con struttura a maglie, che occupa il posto dell'olivina, e di bastite, che sostituisce l'ortopirosseno; magnetite in minute granulazioni è lo spinello che si forma contemporaneamente al serpentino. Nella maggior parte dei casi, però, la serpentinizzazione è parziale e in queste rocce, accanto ai minerali metamorfici, sono presenti relitti dei minerali magmatici della peridotite originaria.

Una peculiarità dell'affioramento di Sassomorello, che non si riscontra a Varana e a Pompeano, è rappresentata dai clasti di roccia "gabbrica" prima ricordati, presenti nella zona di crinale poco distante dalla chiesa. Sono rocce con grana molto minuta, scure ma con leggera punteggiatura chiara dovuta alla componente plagioclasica, estremamente tenaci alla rottura e scheggiose. Presentano una marcata foliazione, cioè discontinuità planare dovuta all'alternanza fitta di litologie differenti.

Successivamente alla serpentinizzazione, la roccia è stata attraversata da soluzioni acquose di bassa temperatura, ricche in CO2, che hanno depositato carbonati in vene che descrivono un fitto reticolato e che cementano e in parte sostituiscono i frammenti di serpentinite, generando rocce note con il nome di "oficalci" o "idrotermaliti"; esempi di questo tipo litologico possono essere osservati in prossimità della chiesa.

Dopo l'evento idrotermale, la serpentinite ha subito la profonda tettonizzazione, che attualmente osserviamo nell'affioramento e che si verificò durante l'orogenesi appenninica che portò alla scomparsa del bacino della Tetide e alla traslazione sul continente (obduzione) delle rocce della crosta tetidea, che sfuggirono alla subduzione.

La serpentinite di Sassomorello può essere considerata come un frammento del materiale di mantello superiore che, per fusione parziale, generò i magmi basaltici del modenese. Questo frammento rappresenta un testimone importante della storia evolutiva del mantello "tetideo", in quanto "registra" informazioni sui diversi processi che lo hanno interessato dall'originaria posizione nel mantello superiore fino alla sua attuale giacitura.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Petrografico - Geomorfologico;
Geotipi presenti: Rupe - Gabbro - Serpentinite;
Interessi contestuali: Paesaggistico;
Valenze: Scientifico;
Tutela: superflua;
Accessibilità: facile;
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Geositi vicini
Bibliografia
"Le ofioliti dell'Emilia Romagna: aspetti geologici e storici" - Bertacchini M., Bonacini P. [1993] Atti Soc. Nat. e Mat. Modena, 124, 57-94.
"K, U and Li abundances in ultramafic rocks of the Tethyan Ophiolites." - DOSTAL J., DUPUY C. & CAPEDRI S. [1977] Ofioliti, 1, 462-463.
"Le ofioliti nelle province di Modena e Reggio Emilia." - BERTOLANI M. & CAPEDRI S. [1966] Atti Soc. Nat. e Mat. di Modena, 97, 121-170.
"Osservazioni geologiche e mineralogico-petrografiche su alcuni affioramenti di sabbie vulcaniche nell'App. modenese e reggiano." - FAZZINI P. & OLIVIERI R. [1961] Mem. Acc. Sc. Lett. Arti di Modena, 6(3).
"Ricerche microscopiche e chimiche sulle serpentine dell'Appennino Modenese." - GALLITELLI P. [1930] Per. di Miner., 1, 173-192.
"Lettura sui serpentini della montagna modenese." - COSTA C. [1863] Mem. R. Acc. Sc. Lett. Arti di Modena, 5.
Avvertenze

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