Affioramento di marne selciose riferite alla Formazione di Contignaco con passaggio alla Formazione di Cigarello, lungo la sponda destra del torrente Zena, interessato da passata attivit estrattiva. Vi si ritrovano noduli di selce.
Geografia
Superficie totale: 9.76 ettari.
Quota altimetrica minima 139.1m. s.l.m., quota altimetrica massima 229.2m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Cava abbandonata lungo la sponda destra del torrente Zena, dalla quale venivano estratte marne selciose di colore grigio chiaro e beige, tra cui si trovano noduli di selce traslucida e di colore grigio, riferite alla Formazione di Contignaco. Queste marne, intensamente fratturate e delimitate da contatti tettonici, rappresentano uno dei classici livelli cineritici miocenici che marcano la base della Successione Epiligure miocenica.
Nella Successione Epiligure la Formazione di Contignaco rappresentativa di un esteso orizzonte ricco in silice, che costituisce un importante marker per le correlazioni stratigrafiche delle formazioni geologiche appenniniche del Miocene inferiore.
La ricchezza in silice da attribuire agli apporti di ceneri vulcaniche proveniente di apparati eruttivi presenti in zone prossime alle aree dei bacini marini in cui si sedimentavano queste successioni stratigrafiche, durante il Miocene inferiore.Il fronte di cava interessa inoltre la Formazione di Antognola e le Brecce argillose della Val Tiepido-Canossa.
"L'attivit estrattiva e le risorse minerarie della Regione Emilia-Romagna" - Scicli Attilio [1972] Poligrafici Artioli, Modena.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.