Successione di due meandri incassati separati da pronunciate creste (lato convesso del meandro) in cui affiora molto evidente il nucleo della sinclinale al piede della linea di San Benedetto in Alpe.
Nucleo della sinclinale nei meandri incassati di San Benedetto in Alpe
Nucleo della sinclinale nei meandri incassati di San Benedetto in Alpe
Geografia
Superficie totale: 9.06 ettari.
Quota altimetrica minima 470.8m. s.l.m., quota altimetrica massima 566.3m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Poco a valle di San Benedetto in Alpe il fiume Montone descrive due spettacolari meandri, caratterizzati da un'accentuata sinuosità (entrambe le anse hanno una curvatura di 180°), che l?erosione ha profondamente incassato nella roccia. I meandri sono separati da pronunciate creste, caraterizzate da estesi affioramenti rocciosi. Lungo questi affioramenti affiora in modo evidente il nucleo della sinclinale al piede della struttura tettonica deta "linea di San Benedetto in Alpe". Si osserva, infatti, in corrispondenza di una faglia, il brusco passaggio che porta dalle giaciture suborizzontali sul lato Nord agli strati verticalizzati e rovesciati sul lato Sud. Nella porzione verticalizzata gli strati appaiono molto tettonizzati e attraversati da strutture tettoniche minori. L'affioramento si estende su entrambe i fianchi delle creste. Anche il greto presenta interessanti morfologie da erosione con ampie pozze che si alternano a rapide. Sono morfologicamente significativi anche i tratti dell'alveo a monte e a valle dei due meandri.
Il sito è ben osservabile sia dalla strada sia dal sentiero 427.
Le evidenze tettoniche descritte sono legate a una delle più importanti strutture tettoniche regionali ed in particolare la struttura che da luogo ad uno dei principali accavallamenti compressivi della Romagna: la Linea di San Benedetto in Alpe, che deve il nome alla vicina località. Questa struttura è responsabile dell?accavallamento, le une sulle altre, di grandi porzioni rocciose della Formazione Marnoso-Arenacea, con un movimento da Sud-Ovest verso Nord-Est. In particolare, la Linea di San Benedetto in Alpe interessa il Membro di Premilcuore della FMA (FMA3) e porta l'Elemento di Ridracoli a sovrapporsi sull'Elemento di Isola lungo un livello di scollamento basale costituito dall'orizzonte pelitico inferiore. La maggiore deformazione si ha nella parte inferiore della struttura (Footwall), dove si sviluppano 2 o 3 scaglie tettoniche a spese della sinclinale rovesciata/coricata che spesso viene lacerata da faglie in corrispondenza del piano assiale. La linea si presenta come "Trailing imbricate fan thrust". Al tetto (Hangingwall) sono talvolta visibili chiari esempi di scorrimenti e pieghe retro-vergenti. Localmente si sviluppano scaglie anche a monte della faglia principale.
A monte (verso Sud-Ovest) della Linea di San Benedeto in Alpe si trova un altro lineamento tettonico molto importante: il Sovrascorrimento o Linea delle Mandriacce, che separa l'Elemento Tettonico Monte Nero da quello di Ridracoli. A valle, invece (verso Nord-Est), la Linea di Santa Sofia separa l'Elemento Tettonico Isola dall'Elemento di Pianetto (CARG - F.265). Anche in questi altri casi, nel footwall dei sovrascorrimenti principali è generalmente presente una sinclinale con il fianco interno da verticalizzato a rovesciato, spesso complicato da piegamenti e sovrascorrimenti minori. Il fianco esterno e in posizione diritta delle sinclinali è generalmente più ampio e regolare, con pendenze degli strati molto blande ((CARG - F.264).
Secondo alcuni Autori (Cerrina Feroni et al., 2001, 2002), tutta la zona di affioramento della Formazione Marnoso-Arenacea Romagnola, il medio e alto Appennino Romagnolo e il crinale Tosco-Romagnolo, sarebbero una vasta "finestra tettonica". Infatti, l'erosione della coltre alloctona Ligure (localmente presente nella sinclinale diSan Piero in Bagno), sarebbe stata favorita dall'inarcamento e deformazione ad anticlinale, con culminazione nella Romagna centrale (Anelli et al., 1994), probabilmente dovuti ad un raddoppio nel basamento (Argnani et al, 1997). L'erosione della coltre alloctona Ligure e di parte della Formazione Marnoso-Arenacea Romagnola, per uno spessore totale stimato variabile da almeno 2'000 fino a circa 5'000 metri da Nord a Sud (Zattin et al., 2000), e l'inarcamento ad antiforme avrebbe determinato un generale detensionamento della FMA affiorante con conseguente creazione di fratture prevalentemente beanti e faglie distensive.
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Bibliografia
"Appennino Tosco Emiliano. Collana: Guide Geologiche Regionali, a cura della Società Geologica Italiana, coordinatore del volume Valerio Bortolotti." - AA. VV. [1992] BE-MA Editrice, Firenze.
"La provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali. Geografia fisica, clima, geologia, fauna e flora, paletnologia (preistoria)." - Zangheri P. [1961] La provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali. Geografia fisica, clima, geologia, fauna e flora, paletnologia (preistoria).
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