Cava storica nella Arenarie di Suviana, dove sono stati fatti ritrovamenti straordinari di quarzi a tramoggia aeroidri anche molto grandi.
Fronte della Cava della Costa
Fronte della Cava della Costa
Geografia
Superficie totale: 4.84 ettari.
Quota altimetrica minima 362.1m. s.l.m., quota altimetrica massima 508.5m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
A sud di Porretta, alla base del versante sinistro del Reno, si trova il fronte di una vecchia cava abbandonata da molti decenni, nella quale affiorano le Arenarie di Suviana in strati fortemente inclinati, dove le superfici di strato corrispondono alle pareti rocciose. La vecchia cava, che appare oggi immersa nella vegetazione, rappresenta uno dei siti storici di ritrovamento del quarzo di Porretta, nella tipica forma a tramoggia, spesso con esemplari aeroidri. Questa variet di quarzo famosa per la straordinaria grandezza dei cristalli e degli aggregati cristallini. La forma a tramoggia, dove gli spigoli dei cristalli, accresciutisi pi rapidamente delle facce, sporgono con forme a gradinata, si accompagna sovente a cristalli aeroidri, vale a dire con cavit interne riempite d'acqua e con una bolla di gas mobile. Il liquido una soluzione di acqua e metano, quest'ultimo rappresenta il composto che forma la bolla mobile. La giacitura del minerale nelle arenarie in fratture e fessurazioni per lo pi ortogonali alla stratificazione, riempite di sabbia fine e argilla gialla o bruna; si tratta di mineralizzazioni dovute alla risalita di fluidi idrotermali ricchi in SiO2 che hanno permeato la roccia seguendo le fessurazioni tettoniche, durante la diagenesi. La diagenesi il processo che, a seguito di un aumento progressivo di pressione e temperatura, porta un sedimento a diventare roccia sedimentaria; in queste condizioni avvenuta la circolazione di fluidi mineralizzati che hanno depositato, in venature e cavit, i cristalli di quarzo, a cui spesso si associa la calcite.
Campioni straordinari e molto numerosi (pi di 3000 esemplari di cui 620 aeroidri, cos come riportato da Bombicci nel 1869) provenienti da questa localit si trovano al Museo Bombicci dell'Universit di Bologna.
.
"Mineralogia del bolognese" - Dal Rio G. [1980] Officina d'Arte Grafica Cacciari, Bologna.
"Descrizione della mineralogia generale della Provincia di Bologna" - Bombicci L. [1873] Mem. Acc. SC. Istit. Di Bologna, vol 4, ser. 3, pp. 57-222.
"Mineralogia Bolognese" - Bombicci L. [1873] Ristampato ATESA ED. 1976.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.