I Geositi dell'Emilia-Romagna Logo Geositi Regione Emilia-Romagna

203   

Geosito di rilevanza regionale

Dal crinale nord-orientale del Monte di Cucchi si staccò, nel 1951, con un movimento di scorrimento abbastanza profondo, una imponente frana che sconvolse un'ampia fascia di versante sino a raggiungere l'alveo del torrente Savena, formando il lago.

Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi - Foto Archivio Servizio Geologico
Frana di Castel dell'Alpi
Frana di Castel dell'Alpi
Frana di Castel dell'Alpi
Frana di Castel dell'Alpi
Frana di Castel dell'Alpi
Frana di Castel dell'Alpi
Geografia
  • Superficie totale: 137.57 ettari.
  • Quota altimetrica minima 645.5m. s.l.m., quota altimetrica massima 1132.7m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

Dal crinale nord-orientale del Monte di Cucchi, nel febbraio 1951 si staccò una imponente frana che, con un movimento di scorrimento profondo una cinquantina di metri, sconvolse un'ampia fascia di versante sino a raggiungere e sbarrare l'alveo del torrente Savena. Il fronte della frana, tra le borgate di Cà dei Cucchi e Pian dei Torli, era ampio oltre un chilometro mentre lungo il fondovalle, sbarrato dal gigantesco accumulo di materiali detritici, si originò il lago di Castel dell'Alpi, lungo quasi 1 km, largo 250m e da allora meta di passeggiate e fruizione turistica.

Osservando questo versante da più punti prospettici, non è difficile riconoscere la parte da cui si è staccata la frana, che appare oggi come una larga fascia dolcemente ondulata, coperta da prati e arbusteti e segnata da diverse contropendenze, spesso occupate da piccoli specchi d'acqua.

Il lago del 1951 non è che l'ultimo di una serie di sbarramenti che, in zona, dettero luogo in passato alla formazione di "laghi di sbarramento da frana". Le frane che in pasato bloccarono il corso del T. Savena, hanno alternativamente coinvolto entrambi i versanti della valle. Già nel 1799 le cronache locali indicavano la presenza di un lago presso Castel dell'Alpi. L?analisi morfologica suggerisce che dopo questo evento ma prima del successivo, si fosse verificata un?altra frana, questa volta proveniente dalla destra idrografica, che dovette sbarrare il corso del Torrente nella prima metà del 1800. Nel 1870 un ulteriore evento di frana proveniente dal versante sinistro della valle, con un fronte di circa 500 m e in un?area verosimilmente coincidente con la porzione inferiore della frana del 1951, ostruì nuovamente il corso del Savena, dando origine anche in questo caso a un lago lungo circa 1 Km, largo 400m e profondo fino a 30m. In seguito ad una piena avvenuta 23 anni dopo, nel 1893, anhe questo lago scomparve per erosione dello sbarramento da parte delle acque del torrente. Dopo solo 2 anni, nel 1895, un?altra frana, questa volta in destra idraulica, dirimpettaia di quelle del 1870 e 1951, interessò diverse borgate ma non raggiunse il fondovalle; quindi, non sbarrò nuovamente il corso del torrente. Lo sbarramento si formò invece nel 1909, quando un nuovo movimento dalla destra idraulica, di dimensioni superiori a quello del 1895 (ovvero > 1 Km di lunghezza e 500m di larghezza), raggiunse il fondovalle e formò nuovamente il lago che, questa volta, dorò per soli 3 anni. Infine, a seguito dell?evento del febbraio 1951, sia per stabilizzare i versanti a valle del lago, sia per cavalcare l?onda del boom economico del secondo dopoguerra, si decise di mantenere il lago, impedendo alle acque del Torrente Savena di erodere ulteriormente l?accumulo e svuotare nuovamente il lago stesso. A tal fine vennero costruite 17 briglie, che consentivano, tramite altrettanti ?salti d?acqua controllati?, di ?accompagnare? le acque in uscita dal lago per superare i 60m di dislivello che separano la quota attuale del lago (683m s.l.m.) dall?alveo originale del T. Savena (quota 623m s.l.m.), in una distanza in pianta di soli 480m.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Geomorfologico - Strutturale;
Geotipi presenti: Frana - Lago di frana - Strati rovesciati;
Interessi contestuali: Paesaggistico;
Valenze: Scientifico - Divulgativo - Escursionistico;
Tutela: superflua;
Accessibilità: facile;
Mappa di inquadramento e rete escursionistica regionale
 Doppio click per avvicinare la mappa, click + sposta per muoverla
Geositi vicini
Bibliografia
"Appennino Tosco Emiliano. Collana: Guide Geologiche Regionali, a cura della Società Geologica Italiana, coordinatore del volume Valerio Bortolotti." - AA. VV. [1992] BE-MA Editrice, Firenze.
"I movimenti franosi di Castel dell'Alpi - Atti Convegno "Cartografia e monitoraggio dei movimenti franosi" - Bologna" - Elmi C. [1988] BE-MA Editrice, Firenze.
"La frana ed il lago di Castel dell'Alpi - Rivista Geografica Italiana" - Albani D. [1954] BE-MA Editrice, Firenze.
Avvertenze

I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.

La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.

 
 
 

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it