Importante area di estrazione dello Zolfo, è costituita complessivamente da 4 miniere confinanti denominate: Boratella 1°, Boratella 2°, Boratella 3° e Piavola, che interessavano un unico filone solfifero. I lavori si svolgevano in sotterraneo lungo gallerie in comunicazione tra loro.
Geografia
Superficie totale: 160.4 ettari.
Quota altimetrica minima 117.4m. s.l.m., quota altimetrica massima 322.9m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Area di estrazione dello Zolfo, sin dal XIV° secolo e con un boom nel XVIII° e XIX°, per poi andare in decadenza durante il XX° secolo fino all'abbandono delle miniere stesse nel dopoguerra. Lo zolfo cesenate, in realtà, pare fosse già noto anche ai tempi dei Romani, ma fu con l?esplodere dell?industria chimica negli stati europei che crebbe la richiesta di mercato nazionale e internazionale. Il ricco bacino solfifero, del comprensorio Cesenate conobbe così un rapido sviluppo, un autentico ?boom? nella rincorsa frenetica da parte di imprenditori a coltivare nuove miniere, fra cui, uno dei più importnti è il complesso delle miniere di Boratella. Esso comprende 4 miniere, confinanti fra loro e denominate: Boratella 1°, Boratella 2°, Boratella 3° e Piavola, che interessavano un unico filone solfifero.
I lavori si svolgevano in sotterraneo attraverso gallerie sempre in comunicazione tra loro, lungo le quali il filone si poteva presentare con spessori diversi, al massimo di 5 m. I pozzi esplorativi raggiunsero profondità di 400 m. Il gruppo di miniere di Boratella è situato sulla sponda del rio Boratella ed all?altezza della strada comunale per Le Ville di Monteiottone. Queste, dunque, pur facenti parte dello stesso giacimento, erano autonome sotto il profilo tecnico e amministrativo.
Lo zolfo prodotto nell?alta collina dell?Appenino, seguendo il fiume Savio, confluiva in parte a Cesena e poi al porto naturale di cesenatico, punto importante per la commercializzazione del prodotto, creando di fatto una ?Via dello Zolfo?.
Lungo il fondovalle del rio Boratella si estende oggi una grande coltre di materiale derivato dallo scarico dei residui di lavorazione (scarichi di rosticci).
Lo zolfo, simbolo chimico S, è un metalloide che si trova in natura principalmente nelle solfare e nelle solfatare, in forma di zolfo cristallino o zolfo amorfo, spesso insieme a minerali caratteristici (celestina, SrSO4, baritina, BaSO4e aragonite, CaCO3).
Le solfare sono giacimenti di origine sedimentaria formatisi nel Miocene superiore (5.9-5.3 milioni di anni fa) in ambienti marini e di transizione detti "evaporitici" perchè formatisi per evaporazione di acque marine in ambienti lagunari e con climi caldi e asciutti. L?evaporazione dell?acqua e la fioritura di alghe fecero diventare l?ambiente, ricco di pesci e di organismi dal corpo racchiuso in un guscio calcareo, sempre più povero di ossigeno, fino a provocare la morte di quasi ogni specie vivente.La sostanza organica caduta sul fondo venne attaccata da organismi capaci di vivere in assenza di ossigeno (batteri anaerobici) e col trascorrere dei secoli si formò dapprima gesso e quindi carbonato di calcio e zolfo. Ebbe così origine quello strato detto formazione gessoso-solfifera (calcari solfiferi associati a gessi, argille e, a volte, salgemma) dal quale abbiamo estratto zolfo fino a qualche decennio fa.
"L'attività estrattiva e le risorse minerarie della Regione Emilia-Romagna" - Scicli Attilio [1972] Poligrafici Artioli, Modena.
"La fusione dello zolfo dal XV al XVIII secolo nelle miniere di Romagna" - Veggiani A. [1955] "Studi Romagnoli", VI, Faenza.
"Giacimenti di zolfo in Romagna" - Veggiani A. [1951] Riv.Emilia n.21, Bologna , pp.262-264.
"Miniere di zolfo in Italia" - Cagni G. [1903] Hoepli, Torino.
"Storia naturale dei gessi e solfi delle miniere di Romagna" - Marsili L.F. [1675] Bologna.
Avvertenze
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