Alta scarpata di erosione fluviale lungo la sponda destra del T. Conca, a valle della briglia che precede il "Bacino del Conca". Vi affiora una interessante successione di depositi alluvionali e paleosuoli da antichi a recenti.
Geografia
Superficie totale: 7.64 ettari.
Quota altimetrica minima 18.1m. s.l.m., quota altimetrica massima 28.2m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Alta scarpata di erosione fluviale lungo la sponda destra del T. Conca, a valle della briglia che precede il "Bacino del Conca", all'altezza dell'autodromo di Santamonica. Vi affiora una interessante successione di depositi alluvionali e paleosuoli da antichi a recenti di interesse scientifico e didattico. Lungo la scarpata di erosione, a circa 4 m dal piano di campagna, è visibile un deposito di riempimento che testimonia un evento deposizionale con materiali grossolani (ciottoli). Lateralmente il deposito è confinato su entrambi i lati da depositi costituiti da materiali più fini.
I depositi alluvionali e litorali dei bacini del Torrente Conca sono stati correlati con i depositi del Sintema emiliano-romagnolo superiore. La piana alluvionale è ampia e ben sviluppata, variamente terrazzata, spesso racchiusa fra versanti che conservano lembi terrazzati di piane relitte medio-pleistoceniche. In questo settore, il notevole sviluppo delle piane alluvionali pleistocenico superiore-oloceniche è certamente legato alla vicinanza della costa e risente, in modo più o meno diretto e determinante, dell?influenza delle oscillazioni positive del livello marino. Le alluvioni terrazzate, essendo organizzate in corpi relativamente estesi, continui e/o ben correlabili, hanno costituito la base per l?organizzazione di tutto l?insieme dei depositi continentali quaternari in sintemi/supersintemi, andando a costituire elementi / ?orizzonti? di riferimento per l?inquadramento stratigrafico e cartografico anche dei depositi di versante e costieri.
"I beni geomorfologici nel riminese" - Zaghini M. [1994] Studi Romagnoli, XLV.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso è sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavità adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si può avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.