Area compresa tra fasce di cordoni litorali ad andamento sud nord (Pineta di San Vitale) e dossi pi antichi con andamendo arcuato SSW-NNE, che determinano una morfologia mossa da dossi (detti staggi) ed avvallamenti allungati, questi ultimi spesso allagati.
Pineta di San Vitale - Foto Archivio Servizio Geologico
Pineta di San Vitale - Foto Archivio Servizio Geologico
Il Canale Fossatone, oasi di Punta Alberete.
Il Canale Fossatone, oasi di Punta Alberete.
Iris palustre lungo le rive della foresta allagata di Punta Alberete.
Iris palustre lungo le rive della foresta allagata di Punta Alberete.
Geografia
Superficie totale: 1142.67 ettari.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Geosito che comprende fasce di cordoni litorali di et successiva al XII secolo, ad andamento sud nord (P. San Vitale), e pi antichi, aventi andamento arcuato SSW-NNE. Ne deriva una articolata morfologia a dossi (detti staggi) ed avvallamenti allungati, spesso allagati.
La Pineta di San Vitale sorge su cordoni litoranei depositatisi dopo il XII secolo alle foci del Po di Primaro, ed uno dei relitti delle pinete che storicamente cingevano verso il mare la citt di Ravenna, si presenta movimentata da una successione di staggi, che corrispondono alle antiche fasce dunali, separati da aree umide allungate. Qusta micro orografia determina una successione di ambienti diversi e una flora molto diversificata. Nella parte settentrionale la pineta attraversata da nord a sud dalla Bassa del Pirottolo, una zona umida di acqua dolce e salmastra forse corrispondente a un paleoalveo. Punta Alberete insiste invece su cordoni litorali pi antichi dei precedenti, e comprende una vasta area umida di acqua dolce che rappresenta l'ultimo residuo della grande cassa di colmata del Lamone.
I depositi costieri in questa zona hanno uno spessore compreso tra 5 e 15 m, formando un corpo sedimentario complesso, suddivisibile in tre litofacies:litofacies (S1), che costituisce la parte inferiore dell?unit, comprende sabbie fossilifere fini e finissime, con rare intercalazioni limose limitate alla porzione basale della litofacies;litofacies (S2), che generalmente sovrasta la litofacies S1 consiste di sabbie da fini a grossolane, con locale presenza di ghiaie molto appiattite e abbondanti bioclasti di molluschi; litofacies (S3), presente solo in aree relativamente interne e consiste di sabbie limose e alternanze sabbia-limo, con abbondanti legni e resti vegetali.
L?associazione di facies presenta un contatto graduale con i sottostanti depositi trasgressivi di barriera e con le argille di pro delta. Come gi detto, in affioramento queste sabbie formano deboli rilievi allungati parallelamente alla linea di costa, separati da strette depressioni (di profondit inferiore a 2 m) colmate di materiale fine.
L?interpretazione di questi depositi facilitata dal fatto che le sabbie dell?associazione di facies costituiscono una porzione volumetricamente significativa dell?attuale piana costiera ravennate e che quindi possono essere studiate anche dal punto di vista geomorfologico. Il corpo sedimentario composito deriva dalla giustapposizione di cordoni litorali lateralmente continui, la cui formazione legata alla progradazione di un sistema deltizio dominato dall?azione delle onde (antico delta del Po). Tali cordoni sono interpretati come depositi di fronte deltizia e di piana di sabbia. La presenza di cordoni litorali a profondit via via minori muovendosi da ovest verso est documenta la migrazione verso mare della linea di costa durante la progradazione del delta; la migrazione dei cordoni determin il successivo isolamento di lagune poco profonde e paludi salmastre, comprese tra cordoni litorali successivi. In particolare, la litofacies S1 interpretata come depositi di spiaggia sommersa inferiore, mentre la litofacies S2 corrisponde a depositi di spiaggia intertidale/spiaggia sommersa superiore.
"La Pianura, geologia suoli e ambienti in Emilia-Romagna" - AA. VV. (a cura di A. Amorosi) [2009] Regione Emilia Romagna, collana Terre e Acque, Ed Pendragon, Bologna.
"Dalle conoidi pedemontane al mare aperto: l'architettura stratigrafica tardo-quaternaria dell'Adriatico settentrionale e della pianura costiera emiliano-romagnola" - AMOROSI A. et alii [2000] Atti del convegno: Le Pianure Conoscenza e salvaguardia, Ferrara 8-11 Novembre 1999,191-194.
"Fluttuazioni climatiche e difesa del suolo nella Pianura Padana orientale, tra i
secoli XIV e XVII." - VEGGIANI A. [1990] Atti del convegno "Uomini, Terra e Acque", 19-20/11/1988 Rovigo, 25-47.
"Le variazioni idrografiche del basso corso del fiume Po negli ultimi 3000anni" - VEGGIANI A. [1974] Padusa, 1-2, Rovigo, 39-60.
"Le trasformazioni dell'ambiente naturale del Ravennate negli ultimi millenni." - VEGGIANI A. [1973] Studi Romagnoli, 24, 3-26.
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