Esteso ed articolato bacino calanchivo inciso nelle "Argille Scagliose", limitato a sud e a ovest da pareti di arenarie plioceniche. Vi si osservano interessanti contatti tra i corpi caotici diversi e numerose strutture deformative interne alle argille.
I calanchi di Monte Maggiore - Foto Archivio Servizio Geologico
I calanchi di Monte Maggiore - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
Superficie totale: 63.53 ettari.
Quota altimetrica minima 146.9m. s.l.m., quota altimetrica massima 299.8m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Il rio Botti, piccolo affluente in destra Samoggia, presenta un bacino quasi interamente solcato da calanchi, dalle morfologie molto interessanti. Noti come calanchi di Montemaggiore, si approfondiscono lungo una fascia di affioramenti di "Argille Scagliose" orientata ovest-est, che dal fondovalle del Samoggia si prolunga verso est fino al monte Avezzano e, verso ovest, nei calanchi di Monteveglio.
Nei bacino del rio Botti le incisioni calanchive assumono forme esasperate: i versanti appaiono ripidissimi, completamente spogli con creste argillose acuminate e vallecole dove si manifesta un'erosione particolarmente intensa.
Gli estesi affioramenti permettono di attribuire a diverse unit questa fascia di argille caotiche, a contatto tra loro in modo complesso. Ai bordi del bacino calanchivo si trovano le Brecce argillose della Val Tiepido-Canossa, mentre al centro corre una fascia di Argille Varicolori della Val Samoggia.
Tra le argille si ritrovano nuclei di piriti, bariti e anche septarie.
"Assetto tettonico della zona pedemontana tra Bazzano e Zola Predosa ? Appennino Bolognese" - Cazzoli M. A., Tabarroni P., Zanna A. [1988] Rend. Soc. Geol. It., 11, 321-324.
"Geologia del settore bolognese" - Bongiorni D. [1962] Boll. Soc. Geol. It., vol. 81, pp. 80-113.
"L'Appennino Bolognese" - Bombicci L. [1881] Club Alpino Italiano, Sezione di Bologna, Tipografia Fava e Garagnani, Bologna.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.