Estesa ed importante coltre di depositi morenici nella regione a nord del Monte la Nuda, dove ha inizio il Canale Cerretano. La zona e' caratterizzata da evidenti dossi e collinette moreniche, a monte delle quali si trovano specchi lacustri.
Geografia
Superficie totale: 138.93 ettari.
Quota altimetrica minima 1266.2m. s.l.m., quota altimetrica massima 1503.7m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Al piede del versante settentrionale del Monte la Nuda si estende una imponente coltre di depositi morenici, dalla quale ha inizio il Canale Cerretano. Il substrato sul quale si sviluppa questa coltre è rappresentato dalle formazioni del Macigno, di età oligo-miocenica, e dai Gessi di Sassalbo, di età triassica. La zona è caratterizzata da evidenti dossi e collinette moreniche, a monte delle quali si trovano piccoli stagni e laghetti di varie dimensioni, tra i quali quello a quote più elevate è il Lago Cerretano, oggi circondato dall'urbanizzazione di Cerreto Laghi.
Poco più a valle si trovano i laghi di Gore (nella cartografia storica denominato "delle Borre"), il Lago Scuro e il Lago di Pratopranda (conosciuto anche come Lago Pranda); quest'ultimo è il più esteso ed è di origine artificiale, realizzato con uno sbarramento all'estremità di un'area sub-pianeggiante occupata da una torbiera paludosa. Gli ambienti umidi di questi laghi formano un'area di straordinario interesse naturalistico, nota come sistema dei laghi cerretani.
Più a valle si possono osservare i grossi massi erratici abbandonati dal ghiacciaio nell'ultima fase di ritiro. Lungo le sponde del Canale Cerretano, sempre a valle dei laghi, una lunga scarpata in destra idrografica consente di osservare i depositi morenici, in parte glaciali e in parte interpretati come periglaciali, della grande coltre cerretana.
Seguendo le tracce dei depositi glaciali cerretani, si giunge sino alla confluenza con la valle del Secchia, dove il ramo glaciale di Monte la Nuda si univa probabilmente a quello che scendeva dal Monte Casarola, formando una lingua glaciale che, nella sua massima espansione, raggiunse la località "La Gabellina", lungo la strada che conduce al Passo del Cerreto.
Il geosito è compreso all'interno di una più ampia area dichiarata (D.G.R. 258/2016) di notevole interesse pubblico paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (art.136 del Decreto Legislativo n. 42/2004).
L'accessibilità al sito sul Canale Cerretano risulta difficile, e può avvenire, a partire dal lago Pranda, percorrendo il sentiero CAI 679RE, che dopo alcune centinaia di metri va abbandonato per risalire il versante fino a raggiungere il crinale che delimita il vallone. L'individuazione non è semplice per mancanza di sentieri, pertanto si raccomanda di farsi accompagnare da una guida esperta e di utilizzare un GPS. Il sito dei Laghi cerretani si raggiunge invece agilmente, percorrendo la SS63 in direzione sud fino al bivio per Cerreto Laghi; esso è attraversato da diversi sentieri CAI.
"Gli antichi ghiacciai dell'Appennino settentrionale. Studio morfologico e paleogeografico" - Losacco U. [1982] Atti Soc.Nat.Mat. di Modena, Vol 113, Modena.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso è sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavità adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si può avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.