Il Monte Navert si affaccia in val Cedra con una parete lungo cui affiorano potenti bancate calcaree dal colore bianco. Il monte ha un significato orografico importante, spartiacque tra Cedra e Parma e, verso nord, solcato dalla testata del torrente Bratica.
La scarpata verso la val Cedra presenta una ripida bastionata dove affiora il "Flysch di monte Navert" (riferito al Flysch di Monte Caio), sotto la quale si sviluppano falde detritiche antiche e recenti derivanti da criodetrizione, che formano un pi dolce raccordo con i versanti argillosi sottostanti.
Nella piana sommitale del Monte Navert e in val Bratica si trovano depositi morenici a blocchi di macigno, dove "un paio di nicchie di degradazione a forma di V presso la sommit del monte, mettono in luce la tessitura dei depositi morenici"; si tratta di uno dei punti chiave per chi sostiene l'ipotesi delle due glaciazioni appenniniche.
Gli autori annotano che questa coltre di depositi morenici che ricopre il ripiano del Monte Navert verso Pian del Freddo e oltre, sino a Groppo Fosco, per la sua posizione sommitale, non si raccorda alle morfologie e ai depositi dell'ultima fase glaciale, che si osservano nelle vallate adiacenti a quote piuttosto inferiori.
Inoltre questa morena, che si presenta rivestita in parte da una faggeta nella quale si osservano diversi massi erratici, appare modellata da piccole depressioni che potrebbero rappresentare i relitti di modesti circhi che si sono modellati durante il "Wurm" nella pi antica morena "rissiana".
La singolarit dei depositi morenici del M. Navert viene gi recepita da Zaccagna nel 1898 che per primo li attribu a una glaciazione diversa "...i cumuli morenici coprenti i dossi pi elevati sono da attribuire alla morena pi antica del ghiacciaio e quei cordoni lacustri sono formati invece da glaciazioni pi recenti".
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Le potenti bancate calcaree separate da interstrati marnosi scuri della scarpata meridionale del Monte Navert, mettono in evidenza anche fratturazioni e faglie che li dislocano.
Alla sommit del Monte Navert si osserva anche lo sviluppo di forme carsiche in corrispondenza di faglie o su intersezioni di faglie.
Il geosito compreso all'interno di una pi ampia area dichiarata (D.G.R. 258/2016) di notevole interesse pubblico paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (art.136 del Decreto Legislativo n. 42/2004).