Situato quasi sul fondo della Valle cieca di Ronzana, viene individuato dal GSB-USB nel 1991, a seguito di una lunga quanto infruttuosa campagna di disostruzioni condotta qualche metro più in basso nell’inghiottitoio attivo, il cui ingresso, posto ad una decina di metri di distanza, era nuovamente crollato. L’operazione di disostruzione si svolge nell’arco di alcuni mesi e consente un avanzamento complessivo di 65 m, con un dislivello di – 17. Lo scavo del primo pozzo di 3,5 m, introduce in una saletta che, mediante uno stretto passaggio, reca ad una seconda verticale di 2 m e ad un piccolo ambiente in cui scorre l’acqua. Verso sin., sempre strisciando, si risale qualche metro e, fra massi di frana, si raggiunge il “Trivio”, dal quale, con uno stretto cunicolo di 6 m, si perviene al torrente. Seguono 5 m sull’alveo, in un settore della cavità che soggiace alle piene. Abbandonato il torrente, si percorre un illogico percorso fra saliscendi e giramassi, fino ad arrivare nella sala terminale della grotta, in cui ci si può finalmente levare in piedi. Qui il torrente scompare al di sotto di un enorme blocco di gesso. L’intero percorso si svolge lungo un tracciato che in più punti è stato ampliato artificialmente con mezzi meccanici, comunque all’interno di una gigantesca frana. Un tentativo di "tracciamento" aereo in questa grotta ha preliminarmente attestato una connessione con il complesso Buco del Fumo - Grotta Secca, posto quasi un centinaio di metri più in alto lungo il crinale di gesso. Inoltre è da segnalare che la maggior parte dei piccoli ambienti attraversati mostra criticità statiche, pertanto l’esplorazione della grotta si deve ritenere ad elevato rischio.
Il sopralluogo, effettuato dal GSB-USB nel novembre 2017, conferma che il tracciato della cavità è in più punti interrotto da crolli, e l'originario percorso rilevato nel 1992 risulta non sempre interamente percorribile. Nell'estate del 2019, dopo un'operazione di svuotamento del sifone terminale (ribattezzato Sifone di Ronzana), è stato possibile intercettare vaste e interessanti diramazioni verso valle, con grandi gallerie e imponenti saloni di crollo, tutt'ora in fase di esplorazione e rilievo. Dall'autunno 2019, il passaggio sifonante è tornato occluso da grossi ciottoli e sabbia. L'attuale sviluppo rilevato è di 432 m e il dislivello complessivo 43 m, nonostante le uscite eseguite oltre il sifone siano state solo quattro prima dell'occlusione. Le acque del torrente (Acheronte) si dirigono attraverso passaggi sconosciuti verso il Complesso Partigiano-Modenesi, accogliendo nel loro percorso il contributo delle acque provenienti dalla Grotta Novella. Tramite nuove operazioni di tracciamento aereo eseguite nel 2021 è stato possibile accertare il collegamento tra la diaclasi del fondo della Grotta Secca e il Buco del Passero. Gli ambienti più vicini (il Salone dell'Abominio) distano una dozzina di metri in pianta dal fondo della Grotta Secca.