Dal parcheggio del Centro Visita Carnè si percorre la carrozzabile in direzione delCentro. Sulla sinistra, poco prima di una serie di caratteristiche erosioni a candela, si sale brevemente fino ad accedere ad una vasta dolina a fondo piatto. L’ingresso, protetto da una recinzione metallica, si apre in una zona facilmente accessibile e frequentata da gitanti e turisti.
Tra lame di gesso si scende un primo pozzo, segue un ripido scivolo, quindi subito un secondo pozzo dalle pareti levigate e chiaramente impostato su una diaclasi con direzione sud ovest-nord est. Giunti alla base, si percorre un meandro che, dopo una dozzina di metri, è interrotto da un breve pozzo. Subito dopo la grotta si fa più stretta: si scende un ultimo pozzo che immette in un cunicolo chiuso dai riempimenti. In questo punto, nel 1988, dopo un lungo lavoro di disostruzione, lo Speleo GAM ha intercettato un breve cunicolo ascendente, interrotto da un sifone. Nel 1995, si è constatata la completa occlusione del cunicolo stesso da parte di materiale di chiara provenienza esterna. Sembra dunque essere questa la via preferenziale delle acque che, in caso di piogge eccezionali o disgelo, alimentano l’inghiottitoio.
Rami laterali
Alla base del secondo pozzo si percorrere un breve ramo ascendente, dal pavimento concrezionato, chiuso dopo una quindicina di metri. Un secondo ramo è percorribile oltre una strettoia, sulla destra, qualche metro prima del penultimo pozzo. Dalla strettoia è possibile: 1) salire per una quindicina di metri, fino ad intercettare un’ampia galleria ascendente interrotta da una frana; 2) percorrere una condotta suborizzontale, a tratti piuttosto stretta, fino ad una strettoia, con aria, assolutamente impraticabile, nonostante un lungo lavoro di disostruzione. Questo ramo laterale sembra essere un inghiottitoio del tutto indipendente, che, un tempo, drenava le acque della stessa dolina nella quale si apre l’attuale ingresso.