L'ingresso è ubicato in una dolina di non grandi dimensioni che si apre subito a destra della carrareccia che da Ca’ Siepe conduce alla sella di Ca’ Budrio. Uno scivolo in forte pendenza, raggiungibile in più punti anche da tratti verticali soprastanti, conduce ad una galleria, prima ampia, poi di più piccole dimensioni, dove è ubicato il vecchio fondo, superato, dopo una lunga disostruzione, il 23 dicembre 1990.
Alcuni stretti e tortuosi passaggi immettono in una vasta e fangosa galleria e quindi in una zona caotica. Proseguendo, si perviene ad un ambiente di crollo, da dove, in più punti, si può scendere nella sottostante “Sala del Pandoro”. Qui da un breve ramo laterale giunge un rivolo d’acqua. Uno stretto passaggio conduce ad un salto verticale a cui segue un cunicolo di difficile superamento: è il “Vicolo Inferno” parafrasando il nome di uno dei vicoli più stretti del centro storico di Imola. Segue una serie di ampi pozzi intervallati da tratti orizzontali di più anguste dimensioni e successivamente una vasta e lunga galleria che si sviluppa lungo un interstrato. Quasi al termine della galleria, si dipartono i “Rami Alti” descritti in seguito. Proseguendo si giunge ad una confluenza di due corsi d’acqua, quello che giunge dalle gallerie dell’Abisso Lusa, sopra descritto e un secondo rio di portata costante che si può risalire per una cinquantina di metri. Le acque si immettono poi nel Rio Calvana.
Il Rio Calvana nasce nei pressi del secondo ingresso della grotta, nella dolina di Ca’ Calvana e lungo il suo percorso raccoglie le acque di numerosi affluenti, spesso perenni. Questo ingresso, il più basso del complesso di Ca’ Siepe, è inizialmente costituito da un breve salto che conduce ad un tortuoso meandrino che, a sua volta, sbuca dopo venti metri in una vasta galleria discendente. La lunga condotta sub-orizzontale che segue ha, nel primo tratto, un andamento in direzione nord, quindi prosegue con prevalente direzione ovest fino ad una sala preceduta da un tratto di meandro fortemente concrezionato. Dopo la sala, la grotta cambia direzione, dirigendosi in prevalenza verso sud ovest; successivamente intercetta un apporto idrico in destra idrografica che dà luogo a due colate calcaree e piccole vaschette con presenza di pisoliti. La galleria continua a lungo, intervallando tratti alti, impostati su diaclasi, a tratti più bassi lungo un interstrato. Un affluente giunge da un ramo proveniente dalla dolina di Ca’ Poggio Benati.
Questa salita, che si dirige sotto la dolina, ha inizio con un basso e stretto cunicolo orizzontale con molto fango, per poi salire per alcuni metri fino alla base di un ampio pozzo a campana con belle colate calcaree.
Risalito a sua volta e dopo un secondo, breve salto, si giunge ad ambienti in frana, pochi metri sotto la dolina. Tornando al collettore del Rio Calvana che ora si sviluppa lungo grandi ambienti, fino a raggiungere la confluenza con il “Ramo delle Risalite”. Nei pressi della zona decisamente più labirintica di tutto il Complesso. La galleria del Rio Calvana prosegue lungo un meandro di grandi dimensioni e poco oltre intercetta un affluente proveniente dal “Ramo dei Fiori”. Oltre, sempre lungo il Rio Calvana, si intercettano ancora grandi ambienti e successivamente il corso d’acqua proveniente del ramo dell’Ingresso storico. Qui la grotta cambia direzione dirigendosi verso Ovest. Il percorso continua ampio, ancora per qualche decina di metri fino ad un punto dove la volta si abbassa e prosegue disagevole per una sessantina di metri. In breve, si raggiunge un punto dove l’acqua scompare in un tratto impraticabile. Per proseguire si sale ad una saletta di interstrato che poi scende di nuovo lungo il corso d’acqua. Oltre si intercetta un ennesimo affluente e poco più avanti, dopo aver disceso una cascatella di tre metri, si perviene in un vasto
ambiente, con belle erosioni e con un notevole canale di volta. Questo ambiente conduce poi ad un bivio: salendo un paio di metri si entra in un’altra sala, mentre in basso si segue sempre l’acqua del collettore che ora si dirige a nord ovest in un ambiente dapprima ampio poi lungo un meandrino di piccole dimensioni fino a raggiungere il fondo del collettore del Rio Calvana. Se da qui si sale, si giunge ad una vasta sala con la volta occupata da un bel canale di volta. Dall’altro lato della sala si può scendere di nuovo nel Rio Calvana oppure percorre un basso laminatoio la “Galleria del Penitente” il cui pavimento, prima del passaggio degli speleologi era ricoperto di epsomite. Un’ultima strettoia conduce sul Rio che proviene dall’Abisso Lusa.