L’Abisso Babilonia è ubicato al fondo di un inghiottitoio secondario alla base del pendio che delimita a sud la grande dolina sotto Ca’ Castellina. Dopo le prime esplorazioni la cavità è stata tamponata dalle colate di fango che, in caso di pioggia, si riversano abbondanti nell’inghiottitoio. Non è quindi stato possibile effettuare la colorazione del corso d’acqua e completare il rilievo, limitato all’asse principale della cavità. La grotta, che era interessata da forte corrente d’aria (ingresso basso), dopo il tratto iniziale in frana e un primo pozzo, prosegue lungo un alto meandro che si sviluppa inizialmente in direzione est per poi dirigersi decisamente a sud ovest. Qui, alcuni “ponti” sospesi di fini argille miste a ciottoli ben stratificati, testimoniano di passati riempimenti, ora in gran parte asportati. Dopo alcune decine di metri il meandro è interrotto da un salto verticale alla cui base viene intercettato un corso d’acqua, proveniente da una condotta (non rilevata) ubicata sulla destra idrografica del ramo principale. Alla base di questo pozzo è stata effettuata una risalita con uso di palo telescopico che ha consentito l’esplorazione di altri ambienti e di un ampio camino che non è stato possibile risalire (tratto non rilevato). La cavità prosegue lungo una condotta suborizzontale, mentre, poco più avanti, il corso d’acqua scompare stretto nel fango, qui molto abbondante. Un breve cunicolo immette poi in un alto ambiente di interstrato. Un ultimo tratto verticale dà accesso ad una saletta ricca di pendenti antigravitativi dove si incontra nuovamente il corso d'acqua che si arresta su un sifone. Un tentativo di superamento dello stesso, lungo il percorso subacqueo, si è interrotto dopo pochi metri, causa la ristrettezza degli ambienti.