Scarpata con sviluppo lineare e direzione NW-SE, accanto alla SS Adriatica, la cui altezza raggiunge i 6 m, digradante verso il mare, testimonianza morfologica della fase di stazionamento del livello marino durante l'ultimo optimum climatico postglaciale.
Un tratto della paleofalesia - Foto Archivio Servizio Geologico
Un tratto della paleofalesia - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
Superficie totale: 151.99 ettari.
Quota altimetrica minima 0.9m. s.l.m., quota altimetrica massima 10.1m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Tra Viserba e Igea Marina, a monte della strada lungomare, si osserva un'ampia scarpata che, con un dislivello che raggiunge i 6-7 m, permette di identificare la separazione tra la pianura alluvionale costruita dal Marecchia e la piana costiera, accresciutasi per apporti di sabbie elaborate dal mare. Nota come "greppe del mare", questa dolce scarpata, che si prolunga verso sud est fino a diventare molto pronunciata tra Riccione e Cattolica, testimonia un antico livello della battigia, qualche metro più alto di quello attuale, durante una fase climatica calda che si ebbe alla fine dell'ultima glaciazione (circa 10.000 anni fa). Durante questo periodo caldo (terminato probabilmente in epoca post romana) il moto ondoso scalzava i depositi alluvionali del Marecchia, la cui foce si ramificava a formare un piccolo delta. L'erosione marina ha fatto sì che alla base della scarpata, e a pochi passi dal mare, si formassero alcune importanti sorgenti (Pantera, Sacramora, Sortie), alimentate dalle acque di falda custodite nelle soprastanti alluvioni del Marecchia.
Il sito propone un percorso attraverso l'intera vallata del Marecchia, alla scoperta dei suoi tesori geologici. Le bellezze geologico ambientali sono illustrate grazie a 20 punti di interesse, dalla foce alla sorgente del Fiume Marecchia. Al percorso "Dal Marecchia a San Leo" è dedicato un itinerario specifico
Bibliografia
"I beni geomorfologici nel riminese" - Zaghini M. [1994] Studi Romagnoli, XLV.
"Caratteri geomorfologici ed idrografici del comprensorio di Viserba." - Zaghini M. [1993] Viserba e Viserba, pp. 11-24, Rimini 1993.
"Le greppe del mare" - Veggiani A. [1982] Parametro, 110.
Avvertenze
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I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso è sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavità adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si può avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
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