Aree calanchive lungo la valle del torrente Dordia, nelle quali si trovano peculiari septarie di dimensioni e forme diverse.
Geografia
Superficie totale: 76.35 ettari.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Aree calanchive lungo la valle del torrente Dordia, nelle quali si trovano peculiari septarie di dimensioni e forme diverse, tra unità argillose liguri riferite alle Argille a Palombini e alle Argille Varicolori di Case Crovini.
Le septarie sono concrezioni diatgenetiche di forma rotondeggiante, generalmente di natura calcareo-argillosa, attraversata da una serie di fessure che si incrociano tra loro secondo un reticolo poligonale. Le fessure, che sono riempite da bande di calcite alabastrina, si formano per fenomeni di contrazione e vengono messe in evidenza a seguito dei processi di degradazione e trasporto. Le septarie sono normalmente associate a sedimenti marini relativamente profondi.
Le Argille a Palombini sono argilliti grigie o a tenui focature rossastre, con clivaggio scaglioso pervasivo o talora fissili. Inglobano boudins di calcilutiti biancastre per alterazione, grigio-scure al taglio, occasionalmente silicizzate; meno frequenti i blocchi di arenarie manganesifere. La formazione presenta un aspetto caotico dovuto alla tessitura a ?blocchi in matrice?, dove i blocchi calcarei sono più o meno allineati e complanari. In letteratura l?unità è comunemente attribuita ad un generico Cretaceo inferiore, con locale estensione al Barremiano per i termini più bassi.
Le Argille Varicolori di Case Crovini sono costituite da argille e argilliti, di colore variabile dal rosso, al grigio-verde, al bluastro, fino a nere, a struttura scagliosa; presentano talora intercalati dei livelli sottili di arenarie silicoclastiche, grigio scure, o più raramente di calcari marnosi chiari, e inglobano localmente blocchi budinati calcarei e conglomeratici. La formazione si presenta molto spesso estremamente tettonizzata, con sviluppo di pieghe isoclinali strizzate, anche alla scala macroscopica, e formazione di superfici lucide. L?ambiente di deposizione doveva essere un bacino molto profondo a sedimentazione emipelagica, con limitati apporti da parte di flussi torbiditici diluiti. Le argille varicolori di Case Crovini passano stratigraficamente alla formazione di Ponte Grosso; i rapporti tra le due formazioni sono visibili sul terreno solo in pochi punti, dove si osserva un passaggio rapido per alternanze tra le due formazioni. La formazione è attribuibile alla transizione Campaniano-Maastrichtiano.
Nell'area si trova un percorso legato ai luoghi di lotta partigiana durante la Resistenza
Geositi vicini
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