Spettacolare rupe che si eleva lungo il versante destro della val Marecchia, formata da termini arenaceo-conglomeratici della Formazione delle Argille Azzurre, la cui base appoggia, tramite contatto tettonico, sulle Argille Varicolori; interessata da storici fenomeni franosi.
Maioletto - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Geografia
Superficie totale: 105.23 ettari.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
La rupe di Maiolo, assieme alla vicina San Leo, è uno degli esempi più rappresentativi del paesaggio della val Marecchia, dove i contrasti di erodibilità tra le unità argillose liguri e le soprastanti unità più competenti danno origine a rilievi isolati delimitati spesso da scarpate verticali. Queste rupi si elevano con notevole energia sui circostanti versanti a debole acclività, segnati da calanchi e frane. La rupe di Maiolo è formata da una particolare litofacies arenaceo-conglomeratica riferita alla Formazione delle Argille Azzurre (litofacies arenaceo-conglomeratica di Monte Perticara), caratterizzata da arenarie medio-grossolane in strati spessi con superfici nette e ben riconoscibili, tra le quali sono presenti intercalazioni di conglomerati, che nella rupe di Maiolo aumentano molto verso la sommità. Arenarie e conglomerati mostrano una notevole commistione e le strutture sedimentarie, quali la laminazione a lisca di pesce (herring-bone), la laminazione obliqua ed incrociata indicano ambienti di sedimentazione prossimi alla costa, ambienti marino marginali e tidali. Alla base degli affioramenti meridionali ed orientali della rupe è evidente il contatto con le sottostanti Argille Varicolori, interpretabile come contatto tettonico laminato che testimonia un avvenuta traslazione dei terreni pliocenici su quelli della coltre. Le Argille varicolori affiorano nel calanco a est della rupe (testata del fosso Cacarello), con il tipico assetto caotico, intensamente deformate. Questa unità costituisce il termine ligure geometricamente e stratigraficamente più basso, l'ambiente di sedimentazione è pelagico profondo, con apporti di fanghi carbonatici risedimentati ed arenarie torbiditiche. A causa dell'intensa fratturazione, numerosi blocchi si staccano periodicamente da entrambi i versanti della rupe, accumulandosi ai piedi delle scarpate, dove migrano verso gli impluvi "galleggiando" sopra i colamenti di fango che interessano le argille.
Sulla cima della rupe di Maiolo si trovano i resti di una rocca di origine medievale che un tempo era circondata da mura mentre più in basso, lungo il versante sud occidentale, dove la stratificazione di arenarie e conglomerati è a franapoggio, sorgeva il paese. Antiche murature, pietre lavorate e frammenti di laterizi testimoniano ancora l'esistenza di questo fiorente borgo medievale.
La rupe è stata sconvolta da numerose frane, una delle maggiori si verificò il 29 maggio 1700 e provocò il definitivo abbandono del borgo e della rocca di Maiolo.
La causa scatenante della grande frana sembra essere stata climatica: fu proprio tra il 1690 e il 1700 che si verificò l'acme della "piccola età glaciale". Ad inverni lunghi e molto freddi seguivano mezze stagioni estremamente piovose ed estati brevi con frequenti acquazzoni. Il 28 maggio del 1700 si abbatté su Maiolo un diluvio d'acqua che durò quaranta ore ininterrotte. Nella notte del 29, mentre ancora pioveva a dirotto si staccò dal monte un grosso ammasso che franò rovinosamente a valle trascinandosi dietro parte dell'abitato.
Tratto dal poster "Clima e storia" - Mostra "il paesaggio invisibile" a cura di Olivia Nesci.
Il sito propone un percorso attraverso l'intera vallata del Marecchia, alla scoperta dei suoi tesori geologici. Le bellezze geologico ambientali sono illustrate grazie a 20 punti di interesse, dalla foce alla sorgente del Fiume Marecchia.
Il sito propone un percorso attraverso l'intera vallata del Marecchia, alla scoperta dei suoi tesori geologici. Le bellezze geologico ambientali sono illustrate grazie a 20 punti di interesse, dalla foce alla sorgente del Fiume Marecchia. Al percorso "Dal Marecchia a San Leo" è dedicato un itinerario specifico
Bibliografia
"Il paesaggio invisibile. La scoperta dei veri paesaggi di Piero della Francesca." - Borchia R., Nesci O. [2009] Ed. il lavoro editoriale.
"Guida all'escursione nelle valli del Marecchia e del Savio, 6 ottobre 1999" - ROVERI M., ARGNANI A., LUCENTE C.C., MANZI V., RICCI LUCCHI F. [1999] Gruppo informale di Sedimentolgia, 1999 - Guida all'escursione.
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