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Geosito di rilevanza locale

Piccolo rilievo all'interno dell'Autodromo di Imola dove affiorano sezioni molto importanti per la stratigrafia delle Sabbie di Imola. Area di riferimento del Membro di Monte Castellaccio. Storici ritrovamenti di grandi vertebrati terresti.

Geografia
  • Superficie totale: 4.46 ettari.
  • Quota altimetrica minima 42.2m. s.l.m., quota altimetrica massima 73.6m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

Questo piccolo affioramento rappresenta l'area di riferimento del Membro di Monte Castellaccio delle Sabbie di Imola.

Queste sabbie risaltano per il colore giallo dorato e hanno una tessitura francamente sabbiosa. Si tratta di una unità geologica nota sin dall?Ottocento con la denominazione di ?sabbie gialle?, oggi denominate Sabbie di Imola, perché è in questo territorio, in particolare nelle prime colline tra Ozzano dell?Emilia e Imola, che sono distribuiti gli affioramenti più rappresentativi che ne formano le aree di riferimento. Sono costituite in prevalenza da sabbie nelle quali sono riconoscibili anche porzioni cementate (arenacee), strati argillosi e livelli ciottolosi. Il colore giallo si deve alla presenza di ossidi di ferro, che ricoprono con sottili patine i granuli; il ferro deriva a sua volta da tracce di solfuri di ferro (pirite) dispersi nel sedimento, la cui ossidazione avviene abbastanza facilmente a opera delle acque meteoriche che circolano tra i pori. Le Sabbie di Imola sono la più diretta testimonianza delle ultime spiagge che si estendevano lungo il margine delle colline imolesi durante il Pleistocene medio, circa un milione di anni fa.

Nelle colline imolesi le ?sabbie gialle? hanno restituito fossili di animali e piante di estremo interesse, che hanno offerto informazioni molto importanti sugli ambienti del passato. Le prime ricerche e i primi approfonditi studi paleontologici su questo prezioso patrimonio si devono al geologo imolese Giuseppe Scarabelli, che nel corso delle sue indagini analizzò e raccolse, a partire dal 1840, i resti di grandi mammiferi terrestri in parte provenienti proprio da questa particolare unità geologica.

Per quanto riguarda gli studi archeologici, l'importante scavo archeologico praticato da Scarabelli sulla collina di Monte Castellaccio ha permesso di ricostruire in modo soddisfacente come era fatto un villaggio dell'età del bronzo, risalente a circa tremilacinquecento anni fa: le capanne, probabilmente non più di quindici, erano raccolte intorno ad uno spiazzo comune; nelle vicinanze si svolgevano attività di allevamento, agricole e artigianali. Le ossa rinvenute da Scarabelli documentano la presenza di cani, buoi, pecore, capre, maiali e cavalli, e anche di molti animali selvatici oggi scomparsi nella zona, come il lupo, l'orso, il cervo e il castoro. Nel villaggio con il bronzo si realizzavano ornamenti, armi e attrezzi come asce e falci, con l'osso e il corno punteruoli, spatole e zappette, con la ceramica una grande quantità di vasellame oltre a pesi (che servivano a tenere teso l'ordito degli antichi telai di tipo verticale, per tessere) e fusaiole (sferette forate che erano fissate sul fuso, per facilitarne la rotazione durante la filatura).

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Stratigrafico - Paleontologico;
Geotipi presenti: Vertebrati terrestri - Area di riferimento;
Interessi contestuali: Archeologico [Presso la cima del Monte Castellaccio sono stati rinvenute testimonianze di un isediamento dell'età del Bronzo] - Storico;
Valenze: Scientifico - Divulgativo;
Tutela: superflua;
Accessibilità: facile;
Mappa di inquadramento e rete escursionistica regionale
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Geositi vicini
Bibliografia
"La collezione Scarabelli. Geologia. Musei Civici di Imola" - AA. VV. [1995] Grafis Edizioni.
"Quando barrivano sul Castellaccio gli ultimi elefanti" - Vai G.B. [1984] Pagine di vita e di storia imolesi, 2, C.A.R.S., Imola.
"Stazione preistorica sul Monte del Castellaccio, (ristampa nel 2002)" - Scarabelli G. [1887] Pagine di vita e di storia imolesi, 2, C.A.R.S., Imola.
"Carta geologica della provincia di Bologna e descrizione della medesima" - Scarabelli G. [1853] Imola.
Avvertenze

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