Parete che segna il versante sinistro del rio Correcchio, nella quale affiora estesamente il Membro del Monte Castellaccio delle Sabbie di Imola (Sabbie Gialle degli autori). Lungo l'affioramento si aprono alcune cavità di origine antropica.
Geografia
Superficie totale: 17.18 ettari.
Quota altimetrica minima 112.2m. s.l.m., quota altimetrica massima 194.4m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Alta parete che segna il crinale del versante sinistro del rio Correcchio, nella quale affiorano estesamente le Sabbie di Imola, Membro di Monte Castellaccio. L'affioramento è importante perché permette di osservare bene le caratteristiche litologiche di questa unità, solitamente esposte in aree di più limitata estensione. Ai piedi della parete si apre una piccola grotta artificiale.
Studi stratigrafici e sedimentologici hanno consentito di scoprire e interpretare alcune differenze interne alla successione delle ?sabbie gialle? e di ricostruire i mutamenti ambientali avvenuti durante il periodo della loro sedimentazione. Dalle ricerche è scaturita anche la proposta di rinominare le ?sabbie gialle? come Sabbie di Imola, proprio perché nei dintorni di questa città si trovano i luoghi più interessanti e rappresentativi per lo studio della loro stratigrafia. Nella successione stratigrafica sono state in particolare riconosciute tre diverse parti, che permettono di tracciare un quadro molto interessante delle vicende che hanno presidiato la sedimentazione di queste rocce. La porzione inferiore è formata da sabbie gialle fini, molto fini, grossolane e medie, che testimoniano un deposito di spiaggia sommersa. Sempre nella prima parte, verso l?alto si passa a livelli di ghiaie alternati a sabbie, che hanno invece avuto origine in ambienti fluviali, deltizi e di spiaggia ghiaiosa. Questa primo spessore di sabbie, che complessivamente non supera i 20 m, ha preso il nome di Membro di Monte Castellaccio, proprio dal rilievo presente all?interno dell?autodromo imolese dove Ruggieri aveva definito, nel 1946, la Formazione delle Sabbie Gialle.
A questo prima parte di sabbie e ghiaie, segue uno spessore di argille grigio scure, con intercalati rari strati di sabbia fine e grossolana, nei quali sono stati riconosciuti microfossili di ambiente palustre e lagunare. Queste argille sono state interpretate come depositi di piana alluvionale, di lagune litorali e di estuari, vale a dire di aree retrostanti o adiacenti alle spiagge dove le condizioni riparate, e quindi a ?bassa energia?, permettono la sedimentazione di argille, formando tranquilli fondali fangosi. Le argille di questa seconda parte hanno uno spessore massimo di 15 m circa e hanno preso il nome di Membro di Fosso Veggia, da una località sulle colline a sud-ovest di Castel San Pietro Terme.
Sopra le argille ricompaiono sabbie di colore giallo praticamente identiche a quelle della prima parte della successione stratigrafica, che sono state anch?esse interpretate come depositi di spiaggia sommersa e verso l?alto passano per transizione a depositi fluviali, deltizi e di retrospiaggia. Dotate di uno spessore massimo di 30 m, queste sabbie hanno assunto la denominazione di Membro di Castel San Pietro. Dalla ricostruzione si può dedurre che durante l?ultima fase marina quaternaria il livello del mare abbia subito alcune oscillazioni: si è ritirato permettendo la deposizione delle argille di piana alluvionale e poi è rimontato in direzione delle terre emerse, per poi ritirarsi definitivamente.
"The Pleistocene litoral deposits (Imola Sands) of the northern Appennines foothills" - Amorosi A., Caporale L., Cibin U., Colalongo M.L., Pasini G., Ricci Lucchi F., Severi P., Vaiani S. [1998]
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