Tratto di fondovalle incassato tra affioramenti di Spungone e della Formazione Marnoso Arenacea. Lungo gli affioramenti si osserva il contatto "trasgressivo" dello Spungone sulla Marnoso Areancea. Alla sommità della rupe si aprono 3 cavità naturali.
Affioramenti del Rio dei Cozzi - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Affioramenti del Rio dei Cozzi - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Affioramenti del Rio dei Cozzi - Archivio Fotografico della Romagna di Pietro Zangheri - patrimonio pubblico della Prov. di Forlì-Cesena, in gestione al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Geografia
Superficie totale: 3.71 ettari.
Quota altimetrica minima 105.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 155.6m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Tratto di fondovalle incassato tra affioramenti di Spungone e di Marnoso Arenacea. Lungo gli affioramenti si osserva il contatto "trasgressivo" dello Spungone sulla Formazione Marnoso Areancea, che in tutta la zona circostante affiora solo in questo tratto di solco vallivo, tra le Argille Azzurre, in una situazione simile a una "finestra tettonica".
Alla sommità della rupe si aprono 3 cavità naturali.
Compreso nel SIC 4080007 Pietramora, Ceparano, rio Cozzi.
lo Spungone è una roccia sedimentaria molto particolare nella quale spicca la straordinaria abbondanza di resti fossili, tra cui frequenti sono molluschi bivalvi dal guscio robusto, come pettinidi e ostriche. Vi si trovano anche particolari alghe calcaree nodulari dette le rodoliti, tipiche di fondali luminosi e acque turbolente, e gli organismi coloniali chiamati briozoi. Si trova nelle colline faentine, tra le valli del Montone e del Senio, dove affiora in una fascia sottile, dalla marcata continuità, che corre trasversalmente alle vallate, dove origina dorsali e rupi dal colore chiaro, che spiccano sui versanti argillosi circostanti.
Lo Spungone si è formato per l?accumulo di gusci e di frammenti di gusci di organismi marini sui fondali luminosi e ben ossigenati di un mare basso e caldo. L?origine dello Spungone è legata alla presenza di un bacino marino che durante tutto il Pliocene si estendeva tra il margine tra dell?Appennino, in gran parte già emerso, e la pianura padana, dove si trovava il mare aperto. In corrispondenza delle attuali colline forlivesi i fondali erano abbastanza profondi e accoglievano la sedimentazione di materiali prevalentemente argillosi. Verso il mare aperto i fondali erano mossi da alcuni ?alti? topografici, una sorta di colline sottomarine che potevano raggiungere il pelo dell?acqua, formando promontori e piccoli isolotti. In queste aree a scarsissima profondità si vennero a creare particolari condizioni ambientali, che permisero la crescita di banchi organogeni molto simili alle scogliere coralline. Si trattava di fondali luminosi e ben ossigenati, dove proliferavano numerosissimi organismi il cui corpo presentava parti ?dure? di natura calcarea, che nel tempo si accumulavano ispessendo il banco. ?Spungone? è un termine dialettale riferito all?aspetto spugnoso della roccia, divenuto, come in tanti altri casi, patrimonio della nomenclatura scientifica.
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