Geologia, sismica e suoli

Grotte rifugio di Castiglione

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Geosito di rilevanza regionale

Cavità artificiali scavate nelle Sabbie di Imola durante la II Guerra Mondiale al passaggio del fronte, lungo il fianco destro della valle del Rio Cosina, rifugio per centinaia di persone. Lungo le pareti si osservano interessanti sezioni stratigrafiche.

Veduta delle grotte dal boschetto all'esterno - Foto Archivio Servizio Geologico
Veduta delle grotte dal boschetto all'esterno - Foto Archivio Servizio Geologico
Veduta delle grotte dal boschetto all'esterno - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
  • Superficie totale: 7.1 ettari.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

Le grotte rifugio di Castiglione sono cavità artificiali che si aprono nelle "sabbie gialle", o Sabbie di Imola (Membro di Monte Castellaccio), lungo il versante destro della valle del rio Cosina, poco a monte della confluenza con il rio Monte Brullo. Lungo un affioramento roccioso discontinuo, si aprono 24 ingressi, dai quali si accede a un reticolo di cavità e gallerie comunicanti tra loro, che costituiscono nell'insieme un volume sotterraneo importante formato da 14 grotte in totale. Secondo le indagini svolte dal Comune di Forlì e dall'Associazione Amici di Castiglione, la maggior parte di queste cavità vennero realizzate durante il passaggio del fronte nel 1944, quando nei dintorni le case coloniche erano occupate dai tedeschi. In queste grotte sono arrivate a vivere quasi 200 persone.

L'affioramento roccioso lungo cui si aprono le cavità è mascherato da una compatta formazione boschiva a roverella, motivo per cui gli ingressi sono stati riscoperti solo recentemente, in occasione di un esame della valutazione di impatto ambientale svolto nella zona per l'attivazione di una cava di sabbia nelle vicinanze delle grotte. In questa occasione, l'esistenza dei rifugi venne segnalata da cittadini che ne aveva conservato la memoria. Due di queste cavità, realizzate con pareti levigate e una certa cura nelle forme architettoniche, sono probabilmente preesistenti alle altre grotte-rifugio, scavate con molta fretta nell'emergenza bellica. Le "Sabbie Gialle" sono una formazione rocciosa il cui scarso grado di cementazione permette di scavarle facilmente ma, allo stesso tempo, è sufficiente resistente da sostenere le volte, scongiurando cedimenti e crolli.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Sedimentologico - Geologia Applicata - Stratigrafico;
Geotipi presenti: Successione stratigrafica - Strutture sedimentarie - Cavità artificiale;
Interessi contestuali: Storico;
Valenze: Geoturistico;
Tutela: consigliablie;
Accessibilità: difficile;
Mappa di inquadramento e rete escursionistica regionale
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Geositi vicini
Bibliografia
"Replica al commento di Ruggieri sull'articolo di Viaggi: la trasgressione delle "sabbie gialle" nelle prime colline imolesi" - Vai G.B. [1998] Naturalia Faventina, Bollettino del Museo di Scienze Naturali di Faenza, vol. II, 83-85.
"Quando barrivano sul Castellaccio gli ultimi elefanti" - Vai G.B. [1984] Pagine di vita e di storia imolesi, 2, C.A.R.S., Imola.
Avvertenze

I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.

La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.

 
 
 
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