Ampia superficie prativa subpianeggiante che rappresenterebbe una valle sospesa, posta a 200 m di dislivello rispetto al fondovalle attuale del fosso Fiumicello, potrebbe anche derivare da movimenti gravitati profondi guidati dalla tettonica.
Valle di Sparviera
Valle di Sparviera
Geografia
Superficie totale: 9.05 ettari.
Quota altimetrica minima 916.4m. s.l.m., quota altimetrica massima 993.6m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Valle sospesa posta a 200 m di dislivello rispetto al fondovalle attuale.
Lungo il versante sinistro del fosso di Fiumicello si osserva una ampia area prativa ad acclività molto bassa, modellata con una dolce depressione allungata in direzione N-S, che rappresenta una valle sospesa, rimasta "indietro" rispetto ai processi erosivi del fondovalle principale. Permette di intuire il precedente livello di base ed è testimonianza di un forte sollevamento recente. Lungo il versante opposto, alla stessa quota di questa morfologia, si osservano alcuni estesi terrazzi orografici anch'essi riferibili a un precedente livello di base e quindi testimoni delle tappe dell'evoluzione recente della valle.
Nella parte centrale della depressione affiora estesamente la Colombina della Valbura.
Lungo la strada che sale verso Poggio di Coloreto si osserva una ottima esposizione, particolarmente "comoda", dello Strato Contessa.
Per le caratteristiche d'insieme questa valle sospesa potrebbe essere riconducibile a movimenti gravitati profondi, così come potrebbe essere di origine tettonica. Il suo fianco orientale infatti é nettamente allineato con la parte alta del versante del Poggio delle Culle.
All'interno della Marnoso-Arenacea romagnola, si osserva in più affioramenti quello che è probabilmente lo strato guida più famoso dell?Appennino settentrionale: lo Strato Contessa, che oltre ad essere il primo livello guida riconosciuto in questa formazione presenta un'estensione veramente straordinaria. Il nome deriva dalla Valle della Contessa, nei pressi di Gubbio, e il suo sviluppo si segue attraverso le valli dell?Umbria, della Toscana, di Marche e Romagna, fino alla valle del Santerno, dove si osserva la progressiva diminuzione del suo spessore; questo strato quindi si può seguire ininterrottamente per circa 150 km. Lungo gli affioramenti lo si riconosce con facilità, soprattutto per lo straordinario spessore del letto marnoso, dal colore grigio chiaro, che può raggiungere gli 8 metri, mentre il sottostante letto arenaceo varia tra 2,8 e 5 metri. Altri elementi distintivi sono la composizione in parte calcarea delle arenarie e le controimpronte di fondo, che, quando affioranti, rivelano come la corrente provenisse da una direzione opposta a quella della maggior parte degli strati torbiditici sopra e sottostanti. Composizione e controimpronte di fondo hanno rivelato poi come l'area di provenienza della corrente di torbida a cui si deve la sedimentazione di questo grande strato, fosse localizzata presso i margini meridionali del bacino, dove si accumulava temporaneamente il detrito proveniente dalle piattaforme carbonatiche dell?area umbro-laziale-abruzzese. Si è ipotizzato che la deposizione dello strato Contessa sia avvenuta in seguito a un evento sismico, durante il Langhiano superiore (circa 14 milioni di anni fa), che ha causato la sospensione nell'acqua di un enorme volume di sedimento.
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Bibliografia
"La geologia del Foglio 265 - S. Piero in Bagno (Appennino Settentrionale)" - Martelli L. [1994] "La Cartografia Geologica della Regione Emilia Romagna". Archivio Cartografico Regione Emilia-Romagna, Bologna.
Avvertenze
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