Lungo il fianco sinistro della vallecola del rio Balbate si osserva un fronte calanchivo piuttosto continuo nel quale affiora la Formazione delle Argille Azzurre, tra cui intercalato un livello di "spungone", in affioramento lungo il ciglio del calanco.
Geografia
Superficie totale: 19.13 ettari.
Quota altimetrica minima 113.3m. s.l.m., quota altimetrica massima 276.7m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Lungo il fianco sinistro della vallecola del rio Balbate si osserva un fronte calanchivo piuttosto continuo nel quale affiora la Formazione delle Argille Azzurre, in cui intercalato un livello di "Spungone", in affioramento lungo il ciglio del calanco.
lo Spungone una roccia sedimentaria molto particolare nella quale spicca la straordinaria abbondanza di resti fossili, tra cui frequenti sono molluschi bivalvi dal guscio robusto, come pettinidi e ostriche. Vi si trovano anche particolari alghe calcaree nodulari dette le rodoliti, tipiche di fondali luminosi e acque turbolente, e gli organismi coloniali chiamati briozoi. Si trova nelle colline faentine, tra le valli del Montone e del Senio, dove affiora in una fascia sottile, dalla marcata continuit, che corre trasversalmente alle vallate, dove origina dorsali e rupi dal colore chiaro, che spiccano sui versanti argillosi circostanti.
Lo Spungone si formato per l?accumulo di gusci e di frammenti di gusci di organismi marini sui fondali luminosi e ben ossigenati di un mare basso e caldo. L?origine dello Spungone legata alla presenza di un bacino marino che durante tutto il Pliocene si estendeva tra il margine tra dell?Appennino, in gran parte gi emerso, e la pianura padana, dove si trovava il mare aperto. In corrispondenza delle attuali colline forlivesi i fondali erano abbastanza profondi e accoglievano la sedimentazione di materiali prevalentemente argillosi. Verso il mare aperto i fondali erano mossi da alcuni ?alti? topografici, una sorta di colline sottomarine che potevano raggiungere il pelo dell?acqua, formando promontori e piccoli isolotti. In queste aree a scarsissima profondit si vennero a creare particolari condizioni ambientali, che permisero la crescita di banchi organogeni molto simili alle scogliere coralline. Si trattava di fondali luminosi e ben ossigenati, dove proliferavano numerosissimi organismi il cui corpo presentava parti ?dure? di natura calcarea, che nel tempo si accumulavano ispessendo il banco. ?Spungone? un termine dialettale riferito all?aspetto spugnoso della roccia, divenuto, come in tanti altri casi, patrimonio della nomenclatura scientifica.
"Guida alla geologia del margine appenninico-padano." - AA. VV. G. CREMONINI e F. RICCI LUCCHI (a cura di) [1982] Guida Geol. Reg. S.G.I., 86-91., Pitagora, Bologna.
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