Dorsale costituita prevalentemente dalle arenarie della Formazione di Stagno, con esteso e spettacolare affioramento lungo il fianco occidentale.
Monte Calvi - Foto Archivio Servizio Geologico
Monte Calvi - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
Superficie totale: 147.43 ettari.
Quota altimetrica minima 694.3m. s.l.m., quota altimetrica massima 1255.4m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Dorsale che si alza tra la testata del torrente Brasimone e la valle del Limentra di Sambuca, costituita dalle arenarie della Formazione di Stagno (formazione ad affinità tosco-umbra), e che culmina nel Monte Calvi. Il fianco sud occidentale della dorsale è segnato da un esteso e spettacolare affioramento roccioso, dove è ben esposta la successione di strati torbiditici che ne forma l'ossatura. Osservando le pendici del Monte Calvi dal borgo di Chiapporato si nota la regolare alternanza degli orizzonti arenacei, tra cui prevalgono quelli sottili, e i livelli marnosi, così come la presenza di alcuni livelli arenacei più spessi. I sentieri che attraversano l'area permettono di avere diverse prospettive sull'affioramento e di cogliere, anche da vicino, i caratteri salienti delle torbiditi; in particolare percorrendo il sentiero CAI 001, si ha l'opportunità di apprezzare le strutture sedimentarie tipiche dello strato torbiditico, come controimpronte di fondo dovute a vortici, complesse e di dimensioni notevoli, laminazioni piano parallele, ripples marks ed esempi di convoluzioni.
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso è sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavità adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si può avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
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