Estesa ofiolite gabbro-serpentinitica interessata in passato da attivit estrattiva. Ritrovamenti storici di calcite, datolite, analcime, dolomite.
Zanchetto - Foto Archivio Servizio Geologico
Zanchetto - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
Superficie totale: 11.09 ettari.
Quota altimetrica minima 829.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 939.2m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Lungo il crinale tra Limentra e Brasimone, in prossimit di Serra del Zanchetto, presente un interessantissimo affioramento che si estende verso la sella di Porranceto e che stato recentemente minacciato dall'apertura di una "miniera" per ricavare fedspati (silicati di calcio e alluminio utilizzati nell'industria ceramica). Si tratta di rocce dai toni scuri che vanno dal nero blu-azzurrognolo delle serpentiniti al verde acqua delle porzioni tenerissime e untuose al tatto per la abbondanza di talco.
In questo affioramento si incontrano ammassi di dimensioni variabili dove spiccano, come in un insolito manto maculato, due minerali diversi: il pirosseno, scuro e metallico dai riflessi verde oliva, e il plagioclasio, bianco latteo; entrambi tipici componenti del gabbro, roccia ricca in silicati di ferro, magnesio e calcio solidificatasi a partire da un magma basico raffreddatosi molto lentamente in sacche magmatiche poste sotto le antiche dorsali che attraversavano il piccolo Oceano Ligure.
Nella zona soprastante i piazzali gli scuri affioramenti si fanno sporadici, e vanno ad interrompere una copertura vegetale costituita da rimboschimenti a pino nero e lembi di bosco naturale, tra cui cresce cerro, carpino nero, frassino, ginestra dei carbonai, e numerose specie di orchidee.
Bombicci scrive: Il terreno della Serra quasi deserto, ed presso che nudo accanto alla emersione di serpentinite.
Quello circostante scarsamente coltivato, vestito interrottamente da basso bosco, da cespuglieti. La cupola ofiolitica vi conosciuta per un perimetro di circa un chilometro nel suo rilievo scoperto.
Essa fa parte di quella specie di arcipelago che i trabocchi sottomarini di eufotide e di serpentinite fanno apparire fra le gole e i valloni dell'Appennino bolognese... Alla superficie, questa cupola profondamente alterata, corrosa, smantellata. Essa largamente coperta dallo sbriciolamento delle eufotidi, della serpentinite, delle oficalci e delle ofisilici. Tuttavia le erosioni e le spaccature pi penetranti mettono talvolta a nudo tutte queste rocce nella loro condizione di perfetta integrit.
Guardandola a distanza sembra una piccola e franosa collina, sull'altopiano della Serra.
La Datolite - CaB(OH/SiO4) - venne ritrovata alla Serra dei Zanchetti per la prima volta dal Sig. A. Lorenzini, descritta da Bombicci e nel 1880 poi molto dettagliatamente nel 1886. Si tratta di un silicato associato a rocce basiche ofiolitiche, che si forma per l'azione di fluidi idrotermali che apportano il Boro; alla Serra dei Zanchetti sono stati ritrovati gli esemplari pi belli dell'Appennino bolognese. Oggi il giacimento appare esaurito ma una passeggiata attorno a questo affioramento ofiolitico sempre occasione di spunti per osservazioni di tipo meneralogico e litologico sulle ofioliti, essendo presenti ammassi di varia natura, dai gabbri dalla grana particolarmente grossolana che ricorda la superfcie maculata, alle lenti verde chiarissimo o azzurrognole di talco, immerse nel dominante bluverde della serpentinite.
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.