Imponente dorsale lungo il versante sinistro del Torrente Dolo; il fianco meridionale è segnato da una spettacolare parete rocciosa nella quale è esposto il Fysch di Monte Caio. Interessanti le strutture sedimentarie e tettoniche e i livelli di slump.
Monte Torricella - Foto Archivio Servizio Geologico
Monte Torricella - Foto Archivio Servizio Geologico
Flysch di Monte Caio al Monte Torricella
Flysch di Monte Caio al Monte Torricella
Dettaglio dell'affioramento del Monte Torricella - le trobiditi arenaceo pelitiche più scure si alternano a quelle arenaceo marnose, più chiare
Dettaglio dell'affioramento del Monte Torricella - le trobiditi arenaceo pelitiche più scure si alternano a quelle arenaceo marnose, più chiare
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
Monte Torricella - Archivio fotografico Delfino Insolera, cortesia di Istituto per i beni artistici culturali e naturali E-R
La base di uno strato vista al microscopio
La base di uno strato vista al microscopio
Geografia
Superficie totale: 26.11 ettari.
Quota altimetrica minima 773.3m. s.l.m., quota altimetrica massima 1231.8m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Imponente dorsale lungo il versante sinistro del T. Dolo, trasversale all'asse vallivo, segnata a sud da una spettacolare parete rocciosa nella quale è esposta una successione torbiditica riferita al Flysch di Monte Caio. Lungo l'affioramento si possono osservare diverse strutture sedimentarie (laminazioni parallele, incrociate, convolute), meso faglie e alla base della parete un livello di frana sottomarina.
Il Flysch di Monte Caio è costituito da una alternanza di spesse torbiditi arenaceo-marnose grigio scure, in cui i livelli marnosi posso raggiungere spessori di 15 metri, cui si alternano torbiditi arenaceo-pelitiche sottili o calcareo-pelitiche grigio chiare. Caratteristica la presenza di impronte di Elmintoidi e bioturbazione.
L?alternanza ritmica di strati calcarei e marnosi e la loro grande continuità laterale testimoniano l?origine torbiditica di queste rocce, che sono denominate flysch da una terminologia dialettale svizzera (traducibile in ?terreno che scivola?), utilizzata per indicare i depositi torbiditici. Il Flysch di Monte Caio appartiene a un gruppo di successioni torbiditiche denominate flysch ad elmintoidi per la presenza, lungo alcune superfici di strato, di tracce fossili molto caratteristiche, chiamate Hemilthoindea labirinticha. Si tratta do piste di passaggio o di nutrizione create da organismi che vivevano sulla superficie del sedimento, fossilizzate poi nei sedimenti litificati. Nel caso di Hemilthoindea labirinticha, le tracce sono state prodotte secondo sistematiche traiettorie ricurve, dal serrato disegno labirintico, da cui il nome. Non essendo mai stato ritrovato alcun fossile identificabile come resto di animale che produceva queste tracce, si ritiene che si trattasse di un organismo privo di parti scheletriche, dal corpo molle tipo un verme, quindi con scarsissime probabilità di conservarsi come fossile.
Nel loro complesso, i flysch ad elmintoidi si depositarono tra il Cretaceo superiore e l?Eocene (90-45 milioni di anni fa) su fondali marini profondi quando ancora era in atto la chiusura dell?antico Oceano Ligure, da correnti di torbida che trasportavano in sospensione particelle calcaree e argillose.
"Geologia dell'alta valle del Dolo" - Fazzini P. [1965] Boll. Soc. Geol. It., 84, 213-238.
Avvertenze
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso è sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavità adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si può avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.