Il Monte Prampa un imponente rilievo che si eleva tra le valli del Torrente Secchiello e del Fiume Secchia, dove affiora con ottima esposizione il Flysch di Monte Caio.
I Monti Prampa (in primo piano) e Cisa (sullo sfondo)
I Monti Prampa (in primo piano) e Cisa (sullo sfondo)
Geografia
Superficie totale: 308.37 ettari.
Quota altimetrica minima 943.9m. s.l.m., quota altimetrica massima 1172.6m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Il Monte Prampa un imponente rilievo formato da Flysch di Monte Caio, che si eleva tra le valli del torrente Secchiello e del fiume Secchia. Rappresenta uno degli affioramenti pi interessanti di queste unit geologiche nell'Appennino reggiano, in particolare le esposizioni dei versanti meridionale e orientale offrono la possibilit di osservare gli strati torbiditici nelle loro giaciture fortemente immergenti verso NE, verticalizzate e rovesciate. L'assetto strutturale d'insieme del Monte Prampa ed in generale le complesse deformazioni che caratterizzano questo flysch in tutto l'Appennino emiliano sono state generate dalle fasi di messa in posto delle Unit Liguri legate al sollevamento orogenetico della catena.
L?alternanza ritmica di strati calcarei e marnosi e la loro grande continuit laterale testimoniano l?origine torbiditica di queste rocce, che sono denominate flysch da una terminologia dialettale svizzera (traducibile in ?terreno che scivola?), utilizzata per indicare i depositi torbiditici.
Il Flysch di Monte Caio appartiene a un gruppo di successioni torbiditiche denominate flysch ad elmintoidi per la presenza, lungo alcune superfici di strato, di tracce fossili molto caratteristiche, chiamate Hemilthoindea labirinticha. Si tratta do piste di passaggio o di nutrizione create da organismi che vivevano sulla superficie del sedimento, fossilizzate poi nei sedimenti litificati. Nel caso di Hemilthoindea labirinticha, le tracce sono state prodotte secondo sistematiche traiettorie ricurve, dal serrato disegno labirintico, da cui il nome. Non essendo mai stato ritrovato alcun fossile identificabile come resto di animale che produceva queste tracce, si ritiene che si trattasse di un organismo privo di parti scheletriche, dal corpo molle tipo un verme, quindi con scarsissime probabilit di conservarsi come fossile.
Nel loro complesso, i flysch ad elmintoidi si depositarono tra il Cretaceo superiore e l?Eocene (90-45 milioni di anni fa) su fondali marini profondi quando ancora era in atto la chiusura dell?antico Oceano Ligure, da correnti di torbida che trasportavano in sospensione particelle calcaree e argillose.
"Appennino Tosco Emiliano. Collana: Guide Geologiche Regionali, a cura della Societ Geologica Italiana, coordinatore del volume Valerio Bortolotti." - AA. VV. [1992] BE-MA Editrice, Firenze.
"Ipotesi sulla posizione paleogeografica delle Liguridi Esterne cretacico-eoceniche nell'Appennino settentrionale." - ZANZUCCHI G. [1988] Atti Tic. Sc. Terra. 31: 327-339.
Avvertenze
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