Rilievo che spicca lungo il crinale tra le valli del Torrente Secchiello e del Torrente Dolo, con una morfologia asimmetrica tipicamente legata alla giacitura degli strati. Vi affiora il Flysch ad Elmintoidi di Monte Caio.
Geografia
Superficie totale: 50.51 ettari.
Quota altimetrica minima 1028.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 1253m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Il Monte Penna spicca lungo il crinale tra le valli del torrente Secchiello e del torrente Dolo, con una morfologia asimmetrica, tipicamente legata alla giacitura degli strati. Vi affiora il flysch ad Elmintoidi di Monte Caio, ben esposto nelle pareti rocciose del versante meridionale e sud-orientale; lungo il versante sud-occidentale esso si presenta in affioramenti meno estesi che interrompono la copertura boschiva.
L?alternanza ritmica di strati calcarei e marnosi e la loro grande continuit laterale testimoniano l?origine torbiditica di queste rocce, che sono denominate flysch da una terminologia dialettale svizzera (traducibile in ?terreno che scivola?), utilizzata per indicare i depositi torbiditici.
Il Flysch di Monte Caio appartiene a un gruppo di successioni torbiditiche denominate flysch ad elmintoidi per la presenza, lungo alcune superfici di strato, di tracce fossili molto caratteristiche, chiamate Hemilthoindea labirinticha. Si tratta do piste di passaggio o di nutrizione create da organismi che vivevano sulla superficie del sedimento, fossilizzate poi nei sedimenti litificati. Nel caso di Hemilthoindea labirinticha, le tracce sono state prodotte secondo sistematiche traiettorie ricurve, dal serrato disegno labirintico, da cui il nome. Non essendo mai stato ritrovato alcun fossile identificabile come resto di animale che produceva queste tracce, si ritiene che si trattasse di un organismo privo di parti scheletriche, dal corpo molle tipo un verme, quindi con scarsissime probabilit di conservarsi come fossile.
Nel loro complesso, i flysch ad elmintoidi si depositarono tra il Cretaceo superiore e l?Eocene (90-45 milioni di anni fa) su fondali marini profondi quando ancora era in atto la chiusura dell?antico Oceano Ligure, da correnti di torbida che trasportavano in sospensione particelle calcaree e argillose.
"Appennino Tosco Emiliano. Collana: Guide Geologiche Regionali, a cura della Societ Geologica Italiana, coordinatore del volume Valerio Bortolotti." - AA. VV. [1992] BE-MA Editrice, Firenze.
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