Geologia, sismica e suoli

Rupe del Sasso

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Geosito di rilevanza locale

Affioramento di arenarie della F. di Monte Adone presso il fondovalle, nel quale sono evidenti numerose strutture sedimentarie comprendenti una esemplare serie di laminazioni oblique e epsilon. La rupe è anche nota storicamente per i crolli.

La Rupe - Foto Archivio Servizio Geologico
La Rupe - Foto Archivio Servizio Geologico
La Rupe - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
  • Superficie totale: 2.34 ettari.
  • Quota altimetrica minima 165.2m. s.l.m., quota altimetrica massima 237.2m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

Alla confluenza tra Setta e Reno il fondovalle è segnato dalla imponente parete rocciosa della "Rupe" (da cui deriva il toponimo Sasso), un affioramento che espone le arenarie della Formazione di Monte Adone, completamente rivestito da reti con tiranti.

Nella Rupe sono visibili numerose ed evidenti strutture sedimentarie, la cui presenza permette di ricostruire gli ambienti nei quali queste arenarie si sono depositate. Tra queste è possibile riconoscere, circa a metà parete, una serie di laminazioni oblique, dette a epsilon dal nome della lettera greca, che documentano la sedimentazione all'interno di un canale che divagava con piccoli meandri su una estesa piana costiera. Questo tipo di strutture infatti si originano lungo la sponda convessa delle anse fluviali, dove si accresce una fascia di sedimenti chiamata barra di meandro.

La Rupe è storicamente nota per il crollo avvenuto il 24 giugno del 1892, che rappresentò per il paese di Sasso un avvenimento tragico. Secondo le cronache dell'epoca il dissesto fu causato dall'eccessivo sfruttamento della roccia ad opera degli scalpellini, che scavavano profonde cavità alla base della parete senza rispettare "una conveniente e costante proporzione tra vuoto e pieno". In molte di queste cavità erano poi ricavate, con ampliamenti, alcune abitazioni all'interno delle quali al momento del crollo dimoravano 31 persone. Dopo il dissesto vennero costruiti, tra il 1892 e il 1895, in aderenza alla roccia i muraglioni con volte di sostegno presenti ancora oggi.

Lungo il lato opposto del fiume era collocato il punto di inizio dell'acquedotto romano che conduceva le acque del Setta sino alla città di Bononia; a monte della confluenza, sul Setta, ancora oggi si trova la principale stazione acquedottistica della città.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Sedimentologico - Geomorfologico;
Geotipi presenti: Rupe - Strati a epsilon - Strutture sedimentarie;
Interessi contestuali: Storico - Paesaggistico;
Valenze: Scientifico - Divulgativo;
Tutela: consigliablie;
Accessibilità: facile;
Mappa di inquadramento e rete escursionistica regionale
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Geositi vicini
Bibliografia
"L'evoluzione del paesaggio geologico nell'Appennino bolognese" - Ricci Lucchi F. [1983] Natura e Montagna, n. 4. Bologna.
"Excursion Guidebook" - Ricci Lucchi F. [1981] 2° European Regional Meeting, 1981, Bologna.
Avvertenze

I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.

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