Spettacolare parete alla testata del rio Braine nella quale sono esposte le bancate ghiaiose della Formazione di Monterumici, di cui questi affioramenti costituiscono l'area tipo, modellate in solchi erosivi separati da tozze creste e torrioni. Evidenti i passaggi interni arenarie-conglomerati.
Monterumici - Foto Archivio Servizio Geologico
Monterumici - Foto Archivio Servizio Geologico
Geografia
Superficie totale: 3.94 ettari.
Quota altimetrica minima 478.1m. s.l.m., quota altimetrica massima 543m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Spettacolare parete alla testata del rio Braine nella quale sono esposte le banconate ghiaiose della Formazione di Monterumici (Ciclo 1.1 di Ricci Lucchi, Pliocene inferiore), quindi questo affioramento rappresenta l'area tipo della formazione. La parete modellata da brevi solchi erosivi, separati da tozze creste. Molto evidenti i passaggi tra i livelli conglomeratici e le lenti intercalate di arenarie.
Dalla sommit della rupe il panorama spazia sul versante opposto della valle del Savena, dove la Formazione di Monterumici esposta nelle grandi estensioni della cava che ne sfrutta i potenti livelli conglomeratici.
La Formazione di Monterumici rappresenta la parte inferiore della successione sedimentaria che ha colmato il bacino intrappenninco plicenico bolognese.La formazione stata suddivisa in due membri, Membro di Scascoli e Membro di C di Mazza, tra loro sovrapposti, in continuit stratigrafica e con un passaggio di tipo transizionale. Essi corrispondono in larga misura alle suddivisioni proposte da RICCI LUCCHI et alii (1981) sulla base dell'analisi di facies (Unit 1.1 e 1.2).
Durante il Pliocene, tra i 5 e i 2 milioni di anni fa, la pianura padana si trovava un ambiente di mare aperto e profondo, mentre la catena appenninica era gi in gran parte emersa. Nella regione compresa tra gli attuali corsi dei fiumi Reno e Idice, la linea di costa si addentrava verso le montagne disegnando un'insenatura alla cui estremit meridionale sfociavano gli antichi corsi dei torrenti Reno, Setta, Savena, Zena e Idice. Questi torrenti incidevano valli pi o meno coincidenti con quelli attuali e, gettandosi nel golfo, vi scaricavano le alluvioni trasportate, soprattutto durante gli eventi di piena, arrivando a depositare, nel corso di tutto il Pliocene, molte centinaia di metri di sedimenti.
Successivamente alla loro sedimentazione, i depositi del golfo pliocenico vennero coinvolti nei movimenti orogenetici, un moto di traslazione e sollevamento a causa del quale sembra che i sedimenti pi antichi del golfo, che risalgono al Pliocene inferiore, si siano formati circa 20 km a sud-ovest dell'attuale posizione di rinvenimento, mentre il sollevamento verticale ha portato gli antichi depositi di spiaggia sino ai 654 metri della cima di Monte Adone.
Via degli Dei (https://camminiemiliaromagna.it/it/via_degli_dei/)
Tracciata originariamente intorno al VII-IV secolo A.C., e sistemata definitivamente nel periodo romano, con la caduta dell'Impero perse parte della pavimentazione originaria, riducendosi ad un piccolo sentiero. In tempi recenti stato recuperato l'antico tracciato, che deve il suo nome ai toponimi montani attraversati: Monte Adone, Monte Venere, Monte Giunone. Oggi la Via degli Dei uno straordinario percorso attrezzato che si snoda tra i paesaggi pi suggestivi dell'Appennino Tosco-Emiliano
Bibliografia
"L'evoluzione del paesaggio geologico nell'Appennino bolognese" - Ricci Lucchi F. [1983] Natura e Montagna, n. 4. Bologna.
"Excursion Guidebook" - Ricci Lucchi F. [1981] 2 European Regional Meeting, 1981, Bologna.
Avvertenze
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