Rilievo formato da Flysch di Ottone, tra cui si trovano quarzi a tramoggia. Ottimo punto panoramico sulle valli del Ceno e del Taro.
Geografia
Superficie totale: 51.04 ettari.
Quota altimetrica minima 1302.2m. s.l.m., quota altimetrica massima 1474.4m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
La cima del Monte Pelpi (1481m) permette di ottenere una eccezionale panoramica dell'alta val Ceno, che comprende le ofioliti del crinale (dal profilo pronunciato del Monte Tomarlo alla cresta del Monte Nero), il vicino Monte di Lama, il Monte Barigazzo e il Monte Dosso.
Osservando questi versanti sono ben percepibili le loro differenti morfologie, causate quasi sempre da passaggi tra rocce a diversa resistenza all'erosione. In particolare si pu apprezzare il versante sinistro del Ceno e la valle del Dorbora, dove il Monte di Lama spicca con profilo tabulare staccandosi dai sottostanti pendii argillosi, lungo i quali risaltano anche diverse masse ofiolitiche. Lungo il percorso, il substrato roccioso che forma il Monte Pelpi mascherato dalla copertura vegetale, ma la sua natura calcarenitica e marnosa (si tratta del Flysch ad elmintoidi di Monte Caio) si intuisce osservando i massi di colore grigio-giallastro che emergono sul suolo. In queste rocce raro il ritrovamento di macrofossili, mentre risulta frequente il ritrovamento di tracce fossili prodotte da organismi limivori che rielaboravano i sedimenti dei fondali marini alla ricerca di sostanze necessarie al loro nutrimento; tra questi da segnalare Elminthoidea labyrinthica, dal tipico disegno ricurvo, a cui queste successioni sedimentarie devono il nome.
Tra gli affioramenti si possono ritrovare esemplari di quarzo a tramoggia.
Lungo i versanti sono numerose le sorgenti, i ruscelli e i laghetti a carattere stagionale.
I contenuti informativi presenti in queste pagine non forniscono indicazioni sulla sicurezza dei luoghi descritti o, in generale, sulla loro accessibilità in condizioni di sicurezza. I geositi hanno valore geoscientifico e/o paesaggistico e sono spesso accessibili solo da una utenza esperta, adeguatamente attrezzata. La visita a questi luoghi deve avvenire rivolgendosi a guide escursionistiche abilitate e si consiglia pertanto di informarsi puntualmente prima di accedervi, consapevoli dei rischi cui ci si espone.
I geositi carsici, che si sviluppano in valli cieche, doline, inghiottitoi, grotte, forre ecc., per una visita richiedono ulteriori competenze specifiche, attrezzature adeguate e la presenza di Speleologi esperti. Gran parte di questi ambienti si trova all'interno di Parchi, Riserve naturali e Aree protette e quindi l'accesso � sottoposto a regolamentazione specifica. Le visite, limitate comunque a poche cavit� adeguatamente attrezzate, possono essere svolte accompagnati da Guide Speleologiche riconosciute dai Parchi. Per visite che abbiano uno scopo di ricerca e studio ci si pu� avvalere degli Speleologi dei Gruppi affiliati alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (www.fsrer.it).
La Regione si solleva al proposito da qualunque responsabilità.