Caratteristico rilievo modellato nelle Arenarie di Anconella che verso nord presenta un'alta parete rocciosa lungo cui affiorano le testate di potenti bancate arenacee. Il fianco SE, modellato lungo le superfici di strato, è segnato da estesi affioramenti.
Sasso di Sant'Andrea
Sasso di Sant'Andrea
Geografia
Superficie totale: 6.31 ettari.
Quota altimetrica minima 473.3m. s.l.m., quota altimetrica massima 578.8m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Analogamente ai vicini Sassi di Rocca Malatina, il Sasso di Sant'Andrea è una forma di tipo morfostrutturale, conseguente a processi esogeni d'erosione selettiva e nettamente controllata dalla giacitura degli strati e dalla fratturazione dell'arenaria della Formazione di Antognola (Membro di Anconella) della Successione epiligure di Loiano, Ranzano - Bismantova. Il Sasso di S. Andrea corrisponde, infatti, ad un'alta scarpata strapiombante, che si eleva dalla sua base per oltre 20 m e corrispondente alla testata di grosse bancate di arenarie del Membro di Anconella. La scarpata è contrassegnata da una colonna isolata, parzialmente soggetta a fenomeni di ribaltamento nella sua sommità, il cui perimetro è controllato da un appariscente sistema di fratture a losanga. La sommità del Sasso costituisce un'enorme forma arrotondata, sulla quale si osservano comodamente tale sistema di fratture ed alcune forme minori d'erosione selettiva, per lo più a bulbi, ed uno strato, la cui parte sommitale, più cementata, è aggettante (sporgente) rispetto alla sua parte basale incavata, più facilmente erodibile.
Il Sasso è particolarmente ben osservabile dall'abitato di Monte Corone; la carrozzabile sterrata, che permette di avvicinarsi al Sasso, si diparte circa 200 m ad est del bivio di Monte Corone e ne raggiunge la base. Lasciata l'automobile, una comoda carrareccia consente di raggiungerne a piedi, in circa cinque minuti, la sommità, sulla quale si ergono modesti pinnacoli conseguenti sempre ad erosione selettiva sulle superfici di strato.
Discrete panoramiche, da lontano, nelle rare giornate limpide che caratterizzano il nostro Appennino, si hanno dalla strada nazionale "Giardini" presso il bivio con la comunale, che da Sant'Antonio di Pavullo scende verso Benedello.
La gita al Sasso di S. Andrea, come quella dei vicini Sassi di Rocca Malatina, si raccomanda anche per l'ambiente vegetazionale e per le numerose emergenze architettoniche presenti nell'area, prima fra tutte l'abitato di Monte Corone. Da segnalare, inoltre, che nei suoi immediati dintorni nidifica il Falco Pellegrino.
"La geologia del territorio di Guiglia e Zocca (Appennino modenese)." - BETTELLI G. & BONAZZI U. [1979] Mem. di Sc. Geol., Padova, 32, 24 pp.
Avvertenze
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