Geologia, sismica e suoli

La Vanga del Diavolo

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Geosito di rilevanza locale

Esteso e spettacolare affioramento della successione di strati riferiti alla porzione basale del Flysch di Monte Cassio, in corrispondenza della cosiddetta Vanga del Diavolo, costituita da una regolare alternanza di strati torbiditici ed emipelagici.

Geografia
  • Superficie totale: 94.65 ettari.
  • Quota altimetrica minima 515.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 849.5m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione

La vasta zolla calcarea di Serramazzoni costituisce un'unità morfologica nettamente differenziata e rilevata rispetto a quelle circostanti. Si presenta come un rilievo piatto, a pianta sub poligonale, costituito da rocce calcareo-arenacee, a comportamento rigido (Flysch di Monte Cassio) e intorno circondato da formazioni poco resistenti e degradabili, a comportamento plastico. Il margine della placca è costituito da ripidi pendii e scarpate, che risaltano sui versanti poco acclivi sottostanti, modellati su formazioni prevalentemente argillose. All'interno della zolla si osserva, invece, una superficie sub-pianeggiante, caratterizzata da un reticolo di drenaggio poco evoluto, centripeto. Questa forma è condizionata dalla struttura della placca, i cui strati formano, nell'insieme, un ampio sinclinorio, peraltro interessato da alcuni sistemi di faglie.

La struttura d'insieme è osservabile anche a notevole distanza, ad esempio dall'oratorio di S.

Rocco (Montese), sul versante destro della valle del Panaro. Le migliori visioni della struttura e degli affioramenti del flysch si hanno a sud di Serramazzoni, come ad esempio da Roncovecchio presso Pompeano o dalla strada comunale che da San Pellegrinetto scende verso la valle del T. Rossenna. Da queste ultime località si osserva una spettacolare successione di strati in corrispondenza della cosiddetta Vanga del Diavolo, che la fantasia popolare immagina attribuita ai sortilegi del Maligno, volendo quasi sottolineare questa peculiarità morfologica, connessa ad un processo erosivo e morfoselettivo.

La Vanga del Diavolo permette di osservare, con le sue ottime esposizioni, la parte basale del Flysch di M. Cassio. Queste rocce si sono formate oltre 60 milioni di anni fa in un antico oceano profondo oltre 4-5 km, situato nella posizione attualmente occupata dal Mar Ligure.

L'accumulo di questi sedimenti in un oceano profondo è stato provocato da una serie di frane sottomarine, innescate da eventi sismici.

Il Flysch di M. Cassio appartiene ai Flysch ad Elmintoidi del Dominio ligure ed è di età cretacea superiore (Maastrichtiano). La successione è costituita da una regolare alternanza di strati torbiditici ed emipelagici; le facies torbiditiche sono interpretate come piana di bacino, posta al di sotto del limite di compensazione dei carbonati. La successione è a composizione mista carbonatico-silicoclastica. Gli strati silicoclastici sono generalmente di spessore modesto, da centimetrico e decimetrico. A questi strati se ne alternano, in modo ritmico, altri molto potenti, i quali, per caratteri quali geometria, spessore ed estensione laterale, sono stati interpretati come megatorbiditi. Questi strati sono rappresentati da una coppia arenaria/ pelite calcarea (marna o calcilutite) in cui l'intervallo pelitico è prevalente. Gli spessori sono generalmente metrici. Questi megastrati rappresentano il prodotto (sismotorbiditi) di eventi sismici di particolare magnitudo. Il materiale coinvolto è rappresentato da fanghi biogenici a coccoliti e foraminiferi planctonici, provenienti da aree all'interno dello stesso bacino di sedimentazione (piattaforme esterne, alti pelagici) e da detrito proveniente da aree emerse.

Altre informazioni sul geosito
Interessi geoscientifici: Stratigrafico - Geomorfologico;
Geotipi presenti: Rupe - Successione stratigrafica - Forme da erosione selettiva;
Interessi contestuali: Paesaggistico;
Valenze: Scientifico - Divulgativo;
Tutela: superflua;
Accessibilità: facile;
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Geositi vicini
Bibliografia
"The Upper Cretaceous Helminthoid Flysch in the northern Apennines: provenance and sedimentation." - FONTANA D., SPADAFORA E., STEFANI C., STOCCHI S. TATEO F. VILLA G & ZUFFA G.G. [1994] Mem. Soc. Geol. It., 48, 237-250.
"Introduzione alla geologia del settore sud-orientale dell'Appennino emiliano." - BETTELLI G. & PANINI F. [1992] In: Guida alla traversata dell'Appennino settentrionale. 76a Riunione Estiva-Congresso della S.G.I. Firenze, 16-20 Settembre 1992, 207-240.
"Il Flysch di Solignano nel quadro dei Flysch a Elmintoidi (Maastrichtiano inferiore, Appennino settentrionale)." - FONTANA D., STEFANI C., ZUFFA G.G. & TATEO F. [1990] Giornale di Geologia, 52 (1/2), 99-120.
Avvertenze

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