Esteso contrafforte roccioso lungo cui affiorano le Arenarie di M. Fumaiolo. Lungo la parete più meridionale si osserva il passaggio alla Formazione di S. Marino. Verso NO grandi massi mobilizzati dalla falda detritica segnano la superficie di una frana.
Le Balze - Foto Archivio Servizio Geologico
Le Balze - Foto Archivio Servizio Geologico
Le Balze - dettaglio - Foto Archivio Servizio Geologico
Le Balze - dettaglio - Foto Archivio Servizio Geologico
Le Balze - Foto L. Martelli
Le Balze - Foto L. Martelli
Geografia
Superficie totale: 103.85 ettari.
Quota altimetrica minima 1077.6m. s.l.m., quota altimetrica massima 1357.4m. s.l.m.
Perimetro geosito e Carta geologica
Descrizione
Esteso contrafforte roccioso lungo cui affiora la Formazione del Monte Fumaiolo (di questo affioramento costituisce l'area di riferimento o area tipo), alle pendici occidentali e meridionali del monte. Lungo l'affioramento esposto a sud si osserva il passaggio stratigrafico tra le calcareniti della Formazione di San Marino e le arenarie del Monte Fumaiolo.
Nella zona denomintata "I Sassoni" si osserva un'area con grandi massi rocciosi dislocati sulla superficie del versante sottostante l'affioramento. Si tratta di grandi blocchi caduti dalla parete, in origine quindi parte della falda detritica, mobilizzati alla testata di un movimento franoso attivo e quiscente di tipo complesso sviluppato nelle sottostanti unità argillose.
Il toponimo Fumaiolo deriva dall'antico appellativo di fiumaiolo per le cospicue sorgenti che sgorgano lungo i suoi versanti.
Da Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, 1832: ? Se il monte Fumajolo, o piuttosto il Monte Ocri de Saxeno, corrisponda alla montuosità detta de' Sassoni, io non azzarderei indovinarlo, dirò bensì che cotesti Sassoni si appoggiano dal lato di maestro al monte delle Balze; e che gli fu dato dal volgo il nome di Sassoni per ragione de' grandi massi di calcarea dolomitica, che a guisa di nude rupi staccate per un'esteso giro vengono a rivestirlo. - Vedere FUMAJOLO (MONTE).
FUMAJOLO (MONTE) nell'Appennino di Verghereto. - Questo monte posto sul confine del Granducato con la regione Urbinate di Monte Feltro e di Sarsina, fra il monte Cornaro e le Balze risiede nel nodo della catena centrale dell'Appennino, da dove incominciano a schiudersi tre valli le più centrali dell'Italia; cioè, la Valle del Tevere, quella del Savio e la valle della Marecchia nell'antica provincia dell'Alpi Appennine. - Vedere BADIA TETALDA.
Il monte Fumajolo fu designato in un istrumento del 1330, nel quale si dichiara che la chiesa di San Giovan Battista inter ambas Paras, attualmente parrocchia plebana, era situata fra il monte Ocri de Saxeno (forse quello che ora è chiamato i Sassoni, a cagione delle grandi rupi sconnesse di calcarea dolomitica che lo ricuoprono), la piaggia di S. Alberigo, il monte di Fumajolo e il monte di Acquilone. Anche in una convenzione stipulata, li 10 ottobre 1350, fra i nobili della Faggiuola e il priore di S. Gio. Battista fra le due Pare, per cagione delle respettive possessioni, è descrivasi il perimetro territoriale che costà possedeva la suddetta chiesa, a partire dal monte Fumajolo.
Il geosito è compreso all'interno di una più ampia area dichiarata (D.G.R. 258/2016) di notevole interesse pubblico paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (art.136 del Decreto Legislativo n. 42/2004).
Tale formazione poggia tramite contatto graduale sulla Formazione di San Marino, le due formazioni si distinguono composizionalmente per un aumento della frazione clastica non carbonatica e per una maggiore concentrazione in glauconite cloritizzata. Il passaggio da una formazione all?altra è spesso marcato da un orizzonte glauconitico. L?ambiente deposizionale è marino poco profondo, con elevati apporti di materiale clastico. In particolare, la porzione inferiore calcarenitica ed arenitica è riferita ad un ambiente di piattaforma interna, mentre la porzione superiore più marnosa è riferita ad un ambiente di piattaforma esterna. Il membro di Monte Aquilone costituisce la base stratigrafica della formazione ed è costituito da un?alternanza di arenarie grossolane amalgamate, in strati generalmente plurimetrici, e di sottili interstrati di marne sabbiose. Le arenarie sono silicoclastiche con presenza talora significativa di clasti carbonatici e di glauconia. Il passaggio al sovrastante Membro di Vetta avviene per graduale diminuzione dello spessore degli strati arenacei e con l?aumento dello spessore degli interstrati marnosi. Il membro di Vetta è costituito da arenarie grossolane talora scarsamente cementate in strati da medi a spessi alternate a marne sabbiose grigio azzurre, localmente sono presenti livelli di debris-flow. Le arenarie sono silicoclastiche gradate e con frequente laminazione piano-parallela, contenenti talora una significativa quantità di clasti carbonatici.
Archivio documentale degli immobili e aree di notevole interesse pubblico (art. 136 del D.Lgs. n.42/2004) nel territorio forlivese e cesenate
Bibliografia
"Correlazioni stratigrafiche e sequenze deposizionali nel Miocene epiligure delle Formazioni di Bismantova, S. Marino e M. Fumaiolo (Appennino settentrionale)" - Amorosi A. [1992] Giornale di Geologia, 54/1, 95-105.
"Stratigrafia e sedimentologia del Miocene epiligure tra le valli del Panaro e del Marecchia (Appennino settentrionale)" - Amorosi A. [1992] Tesi di Dottorato - IV Ciclo, Università di Bologna. 205 pp.
"Geologia dell'Appennino marchigiano-romagnolo tra le valli del Savio e del Foglia" - CONTI S. [1989] Boll. Soc. Geol. It, 108, pp.453-489.
Avvertenze
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